Borutta, chiesa di San Pietro di Sorres (secc. XII-XIII)

Età giudicale

I quattro regni della Sardegna medievale

L'espressione artistica che meglio esprime l'originalità della Sardegna giudicale è l'architettura romanica, contraddistinta tanto dall'adesione al linguaggio internazionale europeo, quanto dall'elaborazione di caratteri locali.

Le origini dei giudicati

In seguito alla conquista giustinianea del 534 la Sardegna divenne bizantina. Due autorità amministravano l'isola: un "praeses" per le questioni civili e un "dux" per quelle militari. Il "praeses" aveva anche il controllo politico e giudiziario dell'Isola, tanto da essere definito "iudex insulae". Il "dux" o "magister militum" si occupava invece della manutenzione delle opere fortificatorie.

I giudicati come regni

I giudicati, le quattro entità istituzionali nelle quali la Sardegna risulta divisa dopo la metà del Mille, erano organismi configurati dal punto di vista giuridico come veri e propri stati. Al vertice della struttura stava il giudice ("iudike, iuighe"), titolo ordinariamente ereditario "di diritto". Una testimonianza diretta del valore giuridico di tale titolo ci giunge dai sigilli in piombo.

Il ruolo di Pisa e Genova

A partire dalla seconda metà dell'XI secolo, una serie di fattori, quali l'attività dei monaci benedettini e il trasferimento di architetti e maestranze continentali, modificano in senso latino l'assetto economico e culturale della Sardegna. Mutano i segni della rappresentatività, quali quelli architettonici ma gradualmente anche gli equilibri interni e reciproci nei quattro giudicati.