Giuseppe Sciuti, Proclamazione della Repubblica sassarese, 1880 ca.

Dalle origini al '700

I primi esempi della letteratura sarda

Il medioevo, il Quattrocento, il Cinquecento, il Seicento e gli scritti di religione. Sono i periodi in cui, a lato degli apporti linguistici esterni, nasce e si sviluppa una produzione in lingua sarda.

Un'eredità del Medioevo giudicale

Il Medioevo isolano ha lasciato una cospicua eredità di atti, documenti e codici giuridici scritti in sardo. La qualità e la quantità della produzione in volgare è tale da conferire alla Sardegna una posizione di assoluto vantaggio in confronto ad altre aree o regioni neolatine europee.

I Condaghi

I Condaghi, elaborati fra l'XI e il XIII secolo, sono fra le prime testimonianze del volgare sardo. Si tratta di manoscritti su pergamena, con documenti relativi a donazioni e a patrimoni di chiese o comunità religiose.

Gli Statuti sassaresi

Gli Statuti sassaresi rappresentano la sola fonte superstite sull'ordinamento giuridico della Sassari comunale, conservata peraltro in sede locale nell'archivio storico della città.

La Carta de Logu

La Carta de Logu promulgata da Eleonora d'Arborea alla fine del XIV secolo è un'opera di fondamentale importanza, diretta a disciplinare in modo organico, coerente e sistematico alcuni settori dell'ordinamento giuridico dello stato sardo indipendente dell'Arborea.

Il Settecento

Agli inizi del secolo si registra un cambio epocale nella storia della Sardegna. A seguito di complesse vicende internazionali, l'isola passa dagli Spagnoli ai Savoia con un breve intermezzo degli Austriaci e un temporaneo ritorno alla Corona iberica.