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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Letteratura

Giovanni Battista Quadrone, Cortile campidanese, 1884 Giovanni Battista Quadrone, Cortile campidanese, 1884
Contrariamente a ciò che si dice, la letteratura in sardo che l'isola ha espresso nei secoli, oltreché variegata nei diversi generi, è ricca di opere e di autori. Ovviamente, la produzione letteraria di una lingua e cultura minoritaria non può essere paragonata a quella di una grande nazione o stato.

Anche il termine "letteratura", secondo il dettato dei più moderni e aggiornati orientamenti di studi, va inteso nel senso di scrittura o produzione di opere di cultura che occupano spazi non tradizionali quali gli atti giuridici, le costituzioni politiche, la poesia e la tradizione orale e finanche le opere di carattere didascalico o divulgativo per le quali veniva usata la lingua sarda al fine di meglio comunicare con il popolo.

Superata la fase esaltante del medioevo, all'indomani della sconfitta del regno di Arborea, mancando un centro politico indipendente, le lingue dominanti (catalano, castigliano e infine italiano) assunsero via via il ruolo di lingue ufficiali accolte in toto dal ceto dirigente isolano. La lingua sarda restò praticata dai cantori che diedero vita a una lunga tradizione poetica orale, ma anche da scrittori con riflessi di tipo colto.

Nei secoli si succedettero tentativi, da parte degli intellettuali sardi più vicini al popolo (in particolare uomini di Chiesa), di normalizzare l'uso scritto della lingua. Uno sforzo ancora oggi attuale, nel momento in cui, per effetto di una nuova coscienza linguistica, si è assistito alla nascita della prosa narrativa in lingua sarda.
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