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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Varietà sarde

Giuseppe Biasi, I Paraj, 1928 circa Giuseppe Biasi, I Paraj, 1928 circa
Le diverse parlate localiCome tutte le lingue anche il sardo è caratterizzato dal fenomeno della variazione continua e costante. Questa mutazione perpetua della lingua può verificarsi secondo un criterio storico, sociale, soggettivo, funzionale e geografico.
Giovanni Marghinotti, Festa campestre in Sardegna, 1861Varietà campidanesi Ogni classificazione è sempre arbitraria, ma in Sardegna all'interno dei dialetti propriamente sardi la prima e fondamentale divisione riguarda lo spazio linguistico settentrionale, in cui è parlato il logudorese, e quello meridionale, in cui è parlato il campidanese.
Giuseppe Biasi, Fanciullette in fioreVarietà arborensi Rispetto alla presenza nel sardo di un'area dialettale che sfugge alla classificazione scolastica del campidanese e logudorese si sono pronunciati studiosi illustri, primo fra tutti Vittorio Angius, seguito recentemente da Antonio Sanna, Giulio Paulis e Maurizio Virdis.
Giuseppe Biasi, Mattino in un villaggio sardoVarietà logudoresi Le varietà logudoresi della lingua sarda sono state considerate dagli studiosi per molto tempo quelle più caratteristiche e conservative rispetto al latino.
Filippo Figari, Le donneVarietà barbaricine Una delle zone linguistiche più caratteristiche della Sardegna è la Barbagia di Ollolai, le cui parlate si distinguono per peculiari fenomeni fonetici, lessicali e toponimici.
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