Giuseppe Biasi, I Paraj, 1928 circa

Varietà sarde

Le diverse parlate locali

Come tutte le lingue anche il sardo è caratterizzato dal fenomeno della variazione continua e costante. Questa mutazione perpetua della lingua può verificarsi secondo un criterio storico, sociale, soggettivo, funzionale e geografico.

Varietà campidanesi

Ogni classificazione è sempre arbitraria, ma in Sardegna all'interno dei dialetti propriamente sardi la prima e fondamentale divisione riguarda lo spazio linguistico settentrionale, in cui è parlato il logudorese, e quello meridionale, in cui è parlato il campidanese.

Varietà arborensi

Rispetto alla presenza nel sardo di un'area dialettale che sfugge alla classificazione scolastica del campidanese e logudorese si sono pronunciati studiosi illustri, primo fra tutti Vittorio Angius, seguito recentemente da Antonio Sanna, Giulio Paulis e Maurizio Virdis.

Varietà logudoresi

Le varietà logudoresi della lingua sarda sono state considerate dagli studiosi per molto tempo quelle più caratteristiche e conservative rispetto al latino.

Varietà barbaricine

Una delle zone linguistiche più caratteristiche della Sardegna è la Barbagia di Ollolai, le cui parlate si distinguono per peculiari fenomeni fonetici, lessicali e toponimici.