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Il sardo

Giovanni Battista Quadrone, Alt in Sardegna – Una fermata, 1886 Giovanni Battista Quadrone, Alt in Sardegna – Una fermata, 1886
In Sardegna, lingua e territorio non coincidono: oltre a "sa limba" propriamente detta sono presenti infatti altre varietà e parlate di origine alloglotta quali il catalano di Alghero, il gallurese e il sassarese (che sono considerate varietà-ponte con il corso) e il tabarchino, dialetto di origine genovese parlato a Carloforte dai discendenti di coloni liguri provenienti dall'isola di Tabarca (Tunisia). All'interno della lingua sarda si distinguono numerose varianti e pronunce sulle quali i linguisti e gli storici dei fenomeni linguistici da tempo cercano di mettere ordine. L'orientamento prevalente dei linguisti è quello di individuare due macro-aree di dialetti, una centro-settentrionale (o logudorese) e l'altra meridionale (o campidanese) che si suddividono a loro volta (a seconda della scuola di studi) in diverse aree sottostanti (come quella barbaricina e quella "di confine" arborense). In realtà ogni paese parla la sua variante locale. Da tempo politici e studiosi cercano l'accordo per stabilire quale sia la forma scritta ufficiale per il sardo. È di pochi mesi fa la proposta della Regione per una Limba Sarda Comuna, redatta da una commissione di esperti.
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