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Seminario Jazz


Seminario Jazz
Tutto pronto, a Nuoro, per la ventottesima edizione del Seminario Jazz: martedì (23 agosto) prendono il via i corsi organizzati dall'Ente Musicale di Nuoro, appuntamento di primo piano nel panorama nazionale della didattica jazzistica. Lo testimoniano anche il numero e la provenienza degli iscritti: centosette gli allievi attesi all'apertura dei cancelli della Scuola Civica di Musica "Antonietta Chironi" (in via Mughina); trenta sono sardi, mentre tutti gli altri arrivano dalla penisola, ma anche da Austria, Norvegia, Turchia, Egitto e Palestina (un allievo frequenterà il seminario tramite una borsa di studio in collaborazione con il Conservatorio nazionale della Palestina).

La classe più numerosa, quest'anno, è quella di pianoforte, con 21 iscritti: un affollamento che ha reso necessaria la nomina di un secondo insegnante, Salvatore Spano, "in prestito" dai corsi invernali di jazz (tra marzo e giugno scorsi alla loro tredicesima edizione). Il pianista sardo andrà dunque ad affiancare le lezioni di Dado Moroni e degli altri jazzisti che compongono il corpo docente coordinato da Roberto Cipelli, da tre anni al timone del seminario ideato nel 1989 da Paolo Fresu (che l'ha diretto per cinque lustri) e dalla compianta Antonietta Chironi: Emanuele Cisi (per la classe di sassofono), Marcella Carboni (arpa jazz), Bebo Ferra (chitarra), Paolino Dalla Porta (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Enrico Merlin (storia del jazz), Francesca Corrias (canto), Salvatore Maltana (propedeutica e musica d'insieme), Giovanni Agostino Frassetto (tecnica dell'improvvisazione), Fulvio Sigurtà (tromba e flicorno) e il volto nuovo di questa edizione, Max De Aloe (per il corso di armonica cromatica).

L'offerta didattica è come sempre impreziosita da una masterclass internazionale: protagonista quest'anno, come annunciato, il sassofonista statunitense Joe Lovano, in cattedra da venerdì 26 a martedì 30 agosto; sarà invece la cantante Franca Masu, voce della cultura e della lingua catalana ancora vive nella cittadina sarda di Alghero, a condurre – mercoledì 31 - la consueta master dedicata alla musica tradizionale. Da martedì 23 a domenica 28 ritorna poi l'ingegnere del suono americana (ma da tempo trapiantata in Italia) Marti Jane Robertson con il suo corso per fonici (titolo: "Il fonico nel jazz") e, mercoledì 24 e giovedì 25, con quello dedicato ai soli allievi del seminario ("Parlare con il fonico").

Come di consueto, al termine dei corsi verranno assegnate varie borse di studio. Una offre al migliore allievo di ogni classe di strumento l'iscrizione gratuita alla prossima edizione; la borsa "Billy Sechi" (dedicata al ricordo del batterista cagliaritano scomparso quasi undici anni fa) dà invece la possibilità di partecipare al seminario di Siena Jazz; i docenti dovranno anche scegliere un allievo da proporre come finalista al premio "Massimo Urbani" di Camerino e Urbisaglia, e uno da ciascuna classe per formare il gruppo che l'estate prossima avrà modo di esibirsi, oltre che a Nuoro, al festival Time in Jazz di Berchidda, rinnovando ancora una volta la collaborazione tra le due realtà jazzistiche sarde.

Allievi e docenti si apprestano dunque a calarsi in una full immersion nel jazz di undici giorni, tra lezioni teoriche e strumentali, di musica d'insieme e prove aperte di gruppo, che culmineranno venerdì 2 settembre nell'immancabile concerto-saggio finale: un evento che stavolta andrà in scena nel centro storico di Oliena, il paese alle pendici del Monte Corrasi, a un decina di chilometri da Nuoro.

I concerti
Il saggio finale (con inizio previsto alle 19) chiuderà anche la consueta rassegna di concerti che affianca ogni giorno le attività didattiche; un ricco cartellone con fulcro a Nuoro ma con tappe anche in altri centri della sua provincia: Onanì, Orosei e Posada.

Si comincia già domenica 21, nel capoluogo barbaricino, con un'anteprima emblematica del filo rosso che lega il cartellone di concerti con il seminario: alle 19, a Casa Manconi, nel centro storico di Nuoro, sono di scena The Daleths, ovvero Dora Scapolatempore e Daniela Pes. Entrambe componenti del sestetto Triple Point, formato dai migliori allievi della scorsa edizione dei corsi, l'arpista milanese e la cantante sarda (di Tempio) hanno formato questo duo che lo scorso maggio si è esibito a Rio de Janeiro al Rio Harp Festival.

Altre anteprime l'indomani, lunedì 22 agosto: si comincia già al mattino, alle 9, con il primo pianoforte solo della serie "Colazioni Jazz a I Grani", il locale in via Fratelli Bandiera; protagonista un altro componente del gruppo dei migliori allievi del 2015, John Bramley. Poi in serata, preceduta alle 19 in Casa Manconi dalla presentazione del libro "1000 dischi per un secolo: 1900-2000" del musicista e storico della musica Enrico Merlin, una jam session coinvolgerà allievi e docenti all'ExMe', in piazza Mameli, a partire dalle 21.30.

Martedì (23 agosto), con l'avvio dei corsi, anche la rassegna entra nel vivo: alle 21.15 si accendono microfoni e riflettori al Museo del Costume, palco principale dei concerti in programma a Nuoro. Di scena Maria Pia De Vito, uno dei capisaldi del corpo docente "storico" dei seminari nuoresi che tre estati fa ha passato il testimone a quello attuale. La cantante napoletana, tra le voci più rappresentative del jazz italiano d'oggi, ritorna nel capoluogo barbaricino in duo con il pianista gallese Huw Warren, col quale condivide da tempo una riuscita collaborazione testimoniata anche da dischi come "Dialektos" (2008) e "'O pata pata" (2011).

Preceduta in mattinata (ore 9) dal piano solo di Roberto Cipelli per una nuova "colazione in jazz" a I Grani, la serata di mercoledì 24 punta i riflettori nella prima parte (ore 21.15) su due docenti del "nuovo corso": l'arpista sarda Marcella Carboni e l'armonicista lombardo Max De Aloe. Tra brani originali e di autori che vanno da Piazzolla ai Beatles, da Gabriel Fauré a Sting, da Irving Berlin ad Antonio Carlos Jobim, il loro album del 2013, "Pop Harp", mostra come due strumenti così diversi per forma e storia, come l'armonica e l'arpa, diventino malleabili, elastici e plasmabili nelle loro mani.

Il secondo set di mercoledì 24 vede invece sul palco il gruppo Triple Point, formato dai migliori allievi della scorsa edizione dei seminari: Daniela Pes (voce), Dora Scapolatempore (arpa), Paride Pignotti (chitarra), John Bramley (pianoforte), Filippo Mundula (contrabbasso) e Vito Cauli (subentrato ad Alessandro Ruocco alla batteria). Il sestetto propone un repertorio inedito che mira a calibrare le diverse estrazioni musicali dei suoi componenti, dal jazz alla classica, dai ritmi sud-americani al groove di nuova generazione black newyorkese.

All'incrocio tra jazz e musica contemporanea del Medio Oriente si colloca, giovedì 25 agosto (sempre alle 21.15 al Museo del Costume), Cairo Jazz Station, una collaborazione tra il festival di Aix-en-Provence, il Makan Egyptian Center for Culture and Arts e Nuoro Jazz. Quattro giovani musicisti - l'italiano Loris Lari (contrabbasso), l'egiziano Abdallah Abozekry (saz), il portoghese João Barradas (fisarmonica) e il turco Ismail Altunbas (percussioni) - alla ricerca di una nuova identità musicale comune: universi sonori differenti che si incontrano in un inedito connubio di timbri.

Altri suoni e atmosfere con il Melodrum Ensemble, protagonista della prima tappa in trasferta della rassegna, venerdì 26 (ore 21.15) a Orosei nel consueto spazio di Casa Cabras (invece che a Nuoro dove era inizialmente previsto). L'idea di base del trio formato dal pianista Salvatore Spano, dal contrabbassista Luca Curcio e dal batterista Francesco Brancato, affiancati dal sax tenore di Emanuele Cisi, è infatti quella di cercare una nuova espressione del linguaggio jazzistico attingendo alle fonti della musica lirica europea attraverso una libera rielaborazione di arie, intermezzi, overture e frammenti tematici. Una formula consegnata alle tracce del cd d'esordio, "Perspectives", dedicato ai personaggi femminili delle opere liriche, Violetta, Tosca, Despina, Carmen e altre celebri figure dell'universo del melodramma.

Sempre venerdì 26, ma a Nuoro, appuntamento alle 19 al Museo MAN con il duo formato dalla cantante Francesca Corrias e dal contrabbassista Salvatore Maltana, entrambi docenti del seminario jazz.

Inizialmente previsto a Orosei, si esibirà invece a Nuoro, sabato 27 (ore 21.15), il quartetto di Mariano Tedde, con Stefano D'Anna al sassofono, Piero Di Renzo al contrabbasso e Luca Piana alla batteria. La formazione propone un repertorio di pezzi originali scritti e arrangiati dal pianista sassarese che sintetizzano le sue diverse influenze ed esperienze musicali in uno stile ben articolato, composto da alcune suite che prendono ispirazione da vari periodi e stili del jazz, dove passato e presente si incontrano.

Ancora una tappa sulla costa orientale, domenica 28 a Posada con il progetto Ethnico di un altro musicista sardo, Mauro Usai (a suo tempo passato attraverso i seminari nuoresi), che ha raccolto nel disco omonimo sue composizioni legate a esperienze di teatro, danza, video, esplorando atmosfere diverse tra loro ma accomunate dalla fisicità dei suoi strumenti a fiato. Lo affiancheranno nel concerto concerto in piazza Eleonora, con inizio alle 21.15, Matteo Cara al pianoforte, Fabio Coronas al bandoneon e al vibrafono, Pierluigi Manca al contrabbasso e Alessandro Garau alla batteria.

Altra data in trasferta quella che lunedì 29 (alle 21.15) porta a Onanì (in piazza Funtana Manna) l'electro jazz trio Connected di Stefano Giordani (chitarra) con Juan Manuel Moretti (basso) e Matteo Giordani (batteria), formazione che miscela il sound della chitarra acustica e il beat tipico della musica elettronica, passando dalle sonorità mediterranee a quelle più underground proprie della scena jazz newyorkese. Intanto a Nuoro, in mattinata (ore 9), terza e ultima "colazione jazz" a I Grani: protagonista Francesco Orio, il pianista cremonese, classe 1988, vincitore del Premio internazionale "Giorgio Gaslini", lo scorso ottobre.

L'indomani mattina (martedì 30), alle 10, si rinnova per la tredicesima volta un evento divenuto abituale nella programmazione di Nuoro Jazz e dal significato particolare, il concerto nella Casa Circondariale di Badu 'e Carros, che quest'anno vedrà di scena Marcella Carboni e Max De Aloe.

In serata (ore 21.15), invece, sceso dalla cattedra della sua masterclass, Joe Lovano sale sul palco del Museo del Costume di Nuoro per esibirsi con la cantante (e sua moglie) Judi Silvano. Classe 1952, nel corso di una carriera ultraquarantennale il sassofonista di Cleveland ha lavorato con jazzisti del calibro di Lonnie Smith, Brother Jack McDuff, Woody Herman, Mel Lewis Orchestra, Paul Motian, John Scofield, Herbie Hancock, Elvin Jones, Charlie Haden, Carla Bley, Bobby Hutcherson, Billy Higgins, Dave Holland, Ed Blackwell, Michel Petrucciani, Lee Konitz, Abbey Lincoln, Tom Harrell, McCoy Tyner, Ornette Coleman, Jim Hall, Dave Douglas, Gonzalo Rubalcaba, tra i tanti, e sperimentato con diverse formazioni e situazioni: dal solo, al duo, in trio, in quartetto e in quintetto, con i suoi Wind Ensemble, Street Band e Nonet, che riflettono la sua ricerca e la dinamica personalità.

Impegnata mercoledì 31 agosto alle 11 nella sua masterclass sulla musica tradizionale, anche Franca Masu, è attesa in serata (sempre alle 21.15) sullo stesso palco: in programma "Azulejos", un live in cui si coglie l'aspetto più intimo della sensibilità e della forza femminile dell'artista algherese che con il suo canto tiene stretto il legame con le sue radici, prima sarde e poi catalane, senza dimenticare di essere naturalmente italiana. Accompagnata da Fausto Beccalossi alla fisarmonica, Alessandro Girotto alla chitarra, Salvatore Maltana al contrabbasso e Andrea Ruggeri alla batteria, con "Azulejos" Franca Masu torna ad addentrarsi in antiche e nuove melodie della sua Alghero, ma apportando anche alcuni tra i temi più noti in lingua sarda, portoghese e castigliana che ormai fanno parte del suo repertorio.

Protagonista dell'ultimo concerto in programma al Museo del Costume, giovedì primo settembre, un musicista che è stato tra i primi (e per lungo tempo) docenti dei Seminari di jazz nuoresi: Attilio Zanchi. Classe 1953, il contrabbassista milanese è tornato l'anno scorso, e dopo quasi quattro lustri, a registrare un disco a suo nome: "Ravel's waltz". Nel concerto proporrà le sue nuove composizioni, alcune delle quali dedicate ad autori vari come Ravel, Verdi, Hermeto Pascoal e Charles Mingus, alla testa di un quintetto che vede accanto al suo contrabbasso un'altra vecchia conoscenza dei corsi di jazz nuoresi, il sassofonista Tino Tracanna, e poi Max De Aloe alla fisarmonica e all'armonica, Massimo Colombo al pianoforte e Tommy Bradascio alla batteria.

Contatti
Ente Musicale di Nuoro
tel. 0784 36 156
e-mail: info@entemusicalenuoro.it
sito web: www.entemusicalenuoro.it

Ufficio stampa Seminario Nuoro Jazz
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