Il leggendario minestrone il protagonista dalla tavola antica di diverse regioni; cibo rituale che
riunisce in un'unica preparazione generi alimentari diversi, in alcune regioni veniva chiamato le
virtù (che sono sette come la quantità dei vari ingredienti).
Secondo la ricetta canonica dovrebbero essere presenti sette legumi secchi rimasti dalla provvista invernale, sette verdure nuove, offerte dalla stagione primaverile, sette legumi freschi, sette condimenti, sette qualità di carne, sette di pasta con l'aggiunta di alcuni chicchi di riso. Il tutto doveva cuocere sette ore, alla fine delle quali il minestrone era finalmente pronto! Le virtù a cui va riferito il nome sono quelle che si richiedono tradizionalmente alla donna di casa; piatto del Calendimaggio, il minestrone si ricollega a riti propiziatori e pagani che riportano indietro di molti secoli; oggi si ritrova meno ridondante, ma sempre ricco e odoroso. Così come per Gadda, la letteratura diventava un metodo di conoscenza, un possibile approccio al magma caotico dell'esistenza, anche il linguaggio della danza perde ogni linearità classicistica per diventare uno straordinario strumento di analisi, di mimesi dall'interno; così come lo scrittore si tuffa nella realtà senza frapporre alcuno schermo protettivo, ne assorbe ogni voce, ogni inflessione, ogni dissonanza, e ciò che ne nasce è un formidabile "pastiche", anche la drammaturgia di Partitura si propone come un impasto linguistico in cui le vicende e i personaggi si rivelano con camaleontica duttilità.
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