Mamma mia, casa mia

Mamma mia, casa mia

Si inaugura sabato 6 dicembre, ore 17:30, presso il laboratorio Terrapintada di Bitti, la mostra "Mamma mia, casa mia. La Madonna rappresentata dai ceramisti". Una riflessione natalizia che Terrapintada dedica alle donne e alla più santa fra esse, la Madonna: icona-simbolo universale, nelle culture e nei secoli, declinata in molteplici varianti tutte però riconducibili a quel sentimento celeste e sacro, indissolubile, che, da madre, la lega ai figli. Emblema di vincolo genetico dal valore incommensurabile, Ella propone una tematica chiave nella trasmissione culturale fra esseri umani, che verrà affrontata, al momento inaugurale dell’esposizione, dall’antropologo Bachisio Bandinu.

Un sintetico viaggio attraverso 34 manufatti ceramici (in maggior parte provenienti dalla raccolta privata di Roberto Contu, Quartu Sant’Elena) il cui significato d’insieme è riassunto nel titolo dell’esposizione, una frase della ceramista Irene Kowaliska, nella quale, registrando il sentimento comune, si associano spontaneamente mamma con casa: binomio/sinonimo che costituisce per tutti “il punto fermo” originario, nella vita come nel mondo, col quale ciascuno di noi “fa i conti” quotidianamente.
L’itinerario cronologico dell’esposizione inizia col fiorentino Ranieri Pattarino del quale si mostra un’interpretazione rinascimentale del tema, ricca e decorata, tipica degli anni Dieci e Venti italiani. Manufatto subito seguito da una rara quanto magistrale mattonella (1927 circa) di Melkiorre Melis. Qui Nostra Signora, assisa in trono, sta al centro di una composizione ritmica, una danza simmetrica di Agnelli dipinti in sostituzione degli Angeli: trasposizione sardissima del soggetto. Della citata Irene Kowaliska la mostra ospita un noto piatto (1936-’40, Roma, collezione privata) che reca, dipinta sullo smalto del fondo, la Madonna e il Bambino sull’asinello.

Dello scultore Giovanni Grande, forse il più significativo “madonnaro” della Lenci, è presente un bel modello del 1935. Grande è stato senz’altro il primo designer della celebre fabbrica torinese ad avere affrontato il tema mariano, ideando soggetti di sorprendente valore formale. Sempre marchiata Lenci è anche la Madonna con gli occhi azzurri disegnata da Paola Bologna nella prima metà degli anni Trenta, periodo che caratterizza in mostra anche l’opera del ligure Lino Berzoini; lavoro proveniente dalla bottega di Giuseppe Mazzotti ad Albisola.
Fra le altre è da segnalare la piastrella da stampo (1940 circa) ideata da Sandro Vacchetti, dove sul retro, accanto alla bandiera italiana, l’occasionale decoratore della pur torinese Essevì, ha voluto appuntare sottovetrina un laconico e terribile: «39° giorno di guerra».
Fra le diverse manifatture novecentesche, per tutte si menzionano Keramos e Ronzan, si è voluto fare un passo indietro nel tempo, proponendo anche un’acquasantiera settecentesca, maiolica da stampo realizzata nei modi di Ariano Irpino, centro di antica tradizione ceramica della Campania.
Risulta interessante, perché fuori dalle tipicità iniziali del suo autore, la più libera testa della Madonna col Bambino modellata dal cagliaritano Alessandro Mola, ascrivibile ai primi anni Cinquanta.

Commovente, poiché parte di un programma relazionato alla discussa riforma agraria sarda del secondo dopoguerra, la figura ideata da Eugenio Tavolara per l’ETFAS. Realizzata dapprima in legno da Pasquale Tillocca, è stato poi tratto lo stampo per il getto in terracotta e la riproduzione in multipli (passaggi effettuati da Mario Scassellati a Sassari), lavori infine distribuiti nelle case coloniche della campagna sarda. Per questo la targa in bassorilievo riporta la supplica, resa viva da un lampada: «Maria benedici i nostri campi».
Un accenno, attraverso una bella piastra di piccole dimensione, è dato al lavoro di Concetta Erriu, ceramista originaria di Sanluri, prematuramente scomparsa nel 1968. Quest’opera di Erriu, così come molta sua produzione, è tutta impostata sulle suggestioni della materia e i colori degli smalti.
La Madonna anni Novanta dello scultore Gavino Tilocca, racconta di un artista anziano che, abbandonando la maiolica, ritrova nella sperimentazione un carattere popolare tutto isolano: la patina a freddo delle superfici mediante smalti sintetici.
La carrellata dedicata al Novecento si conclude con il bassorilievo di Claudio Pulli.

Com’è di tradizione nelle mostre allestite presso Terrapintada, la rivisitazione della tematica che impernia l’esposizione, fornisce sempre il pretesto per una riproposta di essa in chiave contemporanea. Ad aggiornare infatti il racconto della Madonna, vergine e mamma di tutti, terra e casa, oltre alla prova fornita su tale traccia da Terrapintada, sono stati invitati a cimentarvisi altri tre ceramisti della Sardegna: Margherita Pilloni di Oristano, Antonio Farci di Assemini, Diego Asproni di Bitti.

Inaugurazione: sabato 6 dicembre, ore 17:30
Laboratorio Terrapintada
via Brigata Sassari 74, Bitti (NU)
Presenta la mostra Antonello Cuccu; interviene Bachisio Bandinu

La mostra rimarrà aperta dal 6 dicembre 2008 al 17 gennaio 2009
Orari: dal lunedì al sabato 9:00 - 13:00 / 15:30 - 19:30

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Contatti
Terrapintada
tel. 078 4414072
e-mail: info@terrapintada.com

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