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Occitanico

La denominazione "occitano" o "occitanico", di tradizione dotta, individua le parlate della Francia meridionale, frammentate in una serie di sottovarietà regionali, nelle quali si espresse durante il Medioevo una tradizione letteraria.
Si tratta della scuola trobadorica o cortese, successivamente esauritasi col progressivo venir meno delle condizioni socio-politiche che ne avevano favorito la fioritura. Regredite a livello di parlate dialettali per la pressione del francese a partire dal XIV secolo, le varietà occitaniche conobbero nel XIX secolo un rinascimento culturale, non esente da istanze politiche di impronta regionalista-nazionalista

I dialetti occitani parlati in Italia appartengono alla sottovarietà alpina del tipo provenzale e sono diffusi in diverse valli cisalpine delle province di Cuneo e di Torino. Una "colonia" occitanica esiste anche in Calabria a Guardia Piemontese. Sottoposte da decenni a processi di intenso spopolamento, le valli alpine delle province di Cuneo e di Torino sono anche tradizionalmente aperte a una pratica plurilingue che coinvolge accanto ai dialetti locali il piemontese, l'italiano e il francese. È quindi difficile azzardare una stima esatta del numero delle persone di madrelingua occitana. Su una popolazione complessiva di circa 80 mila abitanti, circa la metà dovrebbe avere una conoscenza attiva dei dialetti locali. A Guardia Piemontese, la popolazione di circa 3000 abitanti è lontana da una conoscenza diffusa del dialetto, che risulta comunque discretamente vitale.
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