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Architettura civile

Fordongianus, casa Madeddu, fine sec. XVI - inizi sec. XVII
Fordongianus, casa Madeddu, fine sec. XVI - inizi sec. XVII
In epoca aragonese si diffuse la moda, giunta dalla Catalogna, di contornare porte e finestre con eleganti mostre lapidee al fine di arricchire i prospetti dei palazzi solitamente privi di decorazione.
Il fenomeno interessò in primo luogo le città per poi arrivare, secondo un modello di irradiazione culturale centro-periferia, nei piccoli centri e nei villaggi. Determinante in tal senso fu il ruolo dell'architettura religiosa, nei cui cantieri circolavano modelli e si educavano maestranze.

L'adesione agli stilemi catalani fu pressoché totale ad Alghero, dove più saldi erano i rapporti con la penisola iberica, come dimostrano ad esempio le incorniciature delle finestre di casa Doria. Quanto più invece ci si inoltra verso l’interno dell'isola emergono esempi di commistione con forme di ispirazione popolaresca.

Sotto il profilo stilistico le decorazioni si caratterizzano per la costante presenza dell'arco inflesso catalano nella mezzeria degli architravi. D'altra parte l'interpretazione degli stilemi legati al Gotico catalano non si risolve mai in passiva imitazione: è quasi sempre riscontrabile infatti una interpretazione "locale" nei diversi elementi che compongono l'incorniciatura, dalle modanature alle colonnine e agli archi. Il repertorio decorativo dei picapedrers (scalpellini) è vario e, pur mantenendo caratteri di peculiarità, si evolve nel corso del tempo.
Tra fine Cinquecento e inizi Seicento poi, col diffondersi dei modi rinascimentali, vi è un ulteriore arricchimento di forme per cui non è raro trovare, ad esempio, cornici dentellate e timpani triangolari con cornici modanate di stampo classicheggiante associate ad archi inflessi oppure colonne scanalate e rudentate sormontate da capitelli che echeggiano la foggia di quelli corinzi o compositi.
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