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L'invenzione dei Corpi Santi

Cagliari, cripta dei Martiri nella cattedrale di Santa Maria, 1618
Cagliari, cripta dei Martiri nella cattedrale di Santa Maria, 1618
Alla fine del Cinquecento la polemica tra gli arcivescovi di Sassari e Cagliari per il primato sulla Chiesa sarda assunse un'asprezza di toni tale da avere ripercussioni oltre che sul piano politico anche sul processo di assimilazione del nuovo gusto artistico.

Sin dal 1409 i presuli di Cagliari si erano attribuiti il privilegio di "primate di Sardegna e Corsica", fatto cui da subito si opposero, senza però ottenere risultati concreti, i prelati turritani.

Nel 1588 l'arcivescovo sassarese Alfonso de Lorca si appellava al pontefice Sisto V, ma la polemica venne considerata dalla Sacra Rota soltanto nel 1606, essendo arcivescovi di Sassari Andrea Bacallar e di Cagliari Francisco de Esquivel.

Da allora in poi nella contesa intervennero diversi attori, in un gioco di trame, sotterfugi e ricorsi a cavilli giuridici. Oltre al sovrano Filippo III infatti, che con il tramite del viceré si schierava a favore dell'arcivescovo cagliaritano, prese parte alla controversia il primate di Pisa, timoroso di vedere disconosciuti i diritti della sua sede.

La disputa continuò ancora più violenta nel 1613 con la nomina ad arcivescovo di Sassari di Gavino Manca Cedrelles, già vescovo di Alghero e legato da parentela alle famiglie più influenti della nobiltà catalana.

Una soluzione al problema sembrò venire dall'"invenzione" (ritrovamento) dei corpi dei martiri, la cui quantità e rinomanza avrebbero legittimato la supremazia di una delle due diocesi. Ciò era in linea con il programma controriformistico che nel rinvenimento delle reliquie dei primi testimoni della fede vedeva riconosciuto il ruolo di Roma come fulcro del cristianesimo e custode delle sue memorie.

Il nuovo impulso dato alla vasta campagna di scavi alla ricerca dei corpi dei martiri, in Sardegna come nel resto della cristianità, oltre a ribadire la giustezza della venerazione dei santi, contribuì al mutamento del gusto in senso antiquario. Inoltre, per quanto concerne la Sardegna, tale coscienza antiquaria favorì la nascita di un'embrionale metodologia della ricerca archeologica.
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