La stazione ferroviaria di Arbatax, Vittorio Besso

Vittorio Besso

Il biellese Vittorio Besso (1828-1895), dopo aver studiato pittura a Grenoble, intorno al 1850 rientra nella sua città natale, dove apprende i primi rudimenti di fotografia dall'amico Giuseppe Venanzio Sella (autore del Plico del fotografo il primo trattato teorico-pratico di fotografia stampato in Italia).

Nel 1859 diventa fotografo professionista avviando un proprio laboratorio. Partecipa alla guerra di Crimea, in occasione della quale ha modo di osservare al lavoro Roger Fenton, uno dei primi reporter di guerra.

Grazie al personale impegno per l'Unità d'Italia, si guadagna il favore del re Vittorio Emanuele II, che nel 1880 lo autorizza a fregiarsi del titolo di Fotografo di Sua Maestà il Re d'Italia.
Per lui posano alcuni tra i personaggi più noti dell'epoca: i reali, il papa e Mazzini. Nel 1880 si reca per la prima volta in Sardegna, per ritrarre Garibaldi a Caprera. Da quella data, due importanti commissioni delle imprese appaltatrici lo riporteranno più volte nell'isola: la documentazione dell'imponente sviluppo degli stabilimenti minerari nell'Iglesiente e la costruzione della nuova rete delle Ferrovie Secondarie della Sardegna.

Le immagini realizzate nell'area mineraria di Monteponi a Iglesias sono circa 45, stampate in grande formato, montate su cartoncini impressi tipograficamente con i dati del fotografo e raccolte in due grosse cartelle in cuoio rosso, dal titolo "Raccolta di vedute interne ed esterne della miniera di Monteponi in Sardegna". Si tratta di uno dei primi esempi di reportage di tipo industriale, in cui l'attenzione è rivolta essenzialmente alla documentazione dell'innovazione tecnica apportata ai processi di estrazione e lavorazione del carbone.

Quelle invece relative alla costruzione delle Ferrovie Reali della Sardegna sono circa 35, simili nell'aspetto ma contenute in un grosso album (conservato nella Biblioteca Reale di Torino, dono dell'impresa appaltatrice al re). Al centro dell'opera, anche in questo caso, l'arditezza ingegneristica nel superare gli ostacoli naturali, attraverso viadotti e gallerie, nell'ambito della costruzione della nuova rete ferroviaria.