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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Schede Monumenti

Chiese su terme romane
In età Bizantina numerosi ambienti termali, pertinenti a ville rustiche di età romana, furono riutilizzati come luoghi destinati al culto cristiano. Le strutture preesistenti condizionarono la struttura e l'orientamento dei nuovi edifici che presentano, spesso, una pianta a croce greca irregolare.
Città fenicio-puniche
Tra l'VIII e il VII secolo a.C. i Fenici fondano in Sardegna le città di Sulky, Nora, Bithia, Karaly e Tharros. Queste città, fornite di porti dalla strategica importanza commerciale, crescono rapidamente sino al VI secolo a.C., quando l'isola viene conquistata dai Cartaginesi ed i centri di fondazione fenicia vengono inseriti pienamente nella nuova cultura punica.
Città romane
Le città romane erano organizzate secondo un modello urbanistico incentrato sullo spazio del foro e sugli assi viari denominati "cardo" e "decumano". Nei centri costieri il porto svolgeva una funzione cruciale. Altri elementi caratterizzanti il tessuto urbano romano erano i teatri e anfiteatri, le terme, i templi, i ponti e gli acquedotti.
Dolmen
Il termine "dolmen" (di origine bretone) significa "tavola di pietra" e fa riferimento alla tipica forma dei monumenti così denominati, realizzati proprio come una sorta di tavola litica. I dolmen (come quello di Motorra, ubicato nel territorio di Dorgali) svolgevano la funzione di tombe.
Domus de janas
Le "domus de janas" (case delle fate) sono le grotte artificiali al cui interno venivano deposti vari corpi. Compaiono nel Neolitico recente (cultura di Ozieri) ma il loro uso perdura, grazie alla pratica del riutilizzo, sino all'Eneolitico e, in qualche caso, al Bronzo antico (cultura di Bonnannaro).
Grandi chiese cupolate
Le tre grandi chiese di San Saturnino di Cagliari, di Sant'Antioco nell’isola omonima e di San Giovanni di Sinis a Cabras presentano una configurazione strutturale in cui tutti gli elementi sono raggruppati attorno al punto di intersezione fra navata e transetto, punto che risulta sormontato da una cupola semisferica impostata su una base quadrata.
Grotte
Nella storia evolutiva delle culture umane lo spazio fisico della grotta ha assunto una rilevanza cruciale sin dalle fasi preistoriche, giungendo non a caso ad assumere significative valenze simboliche. La rilevanza di alcune delle testimonianze archeologiche rinvenute in tali spazi sono un riflesso eloquente di questo fatto.
Insediamenti fenicio-punici
Sono particolarmente numerosi e importanti in Sardegna gli insediamenti di età fenicio-punica, fra i quali si segnalano quelli di Monte Sirai (Carbonia), Pani Loriga (Santadi), Monte Luna (Senorbì), Portoscuso, Genoni.
Insediamenti romani
Con i termini "insediamenti romani" si fa riferimento a tipologie insediative (in particolare villaggi e ville) di minor estensione spaziale (e, conseguentemente, caratterizzate da un minor numero di presenze umane) rispetto a i centri urbani veri e propri, disolcate in varie ubicazioni nel territorio isolano.
Menhir
I "menhir" (noti in Sardegna come "perdas fittas") sono dei grandi blocchi di pietra di forma generalmente allungata, che possono presentare questa forma sia al naturale sia in seguito ad azione umana tendente a regolarizzare la morfologia dei blocchi, che poi possono essere eretti singolarmente o in allineamenti.
Muraglie megalitiche
Con questa denominazione si fa riferimento a grandi recinti murari posti a difesa di spazi abitativi. Si tratta di una specifica tipologia insediativa ben documentata durante l'Eneolitico sardo, di notevole rilevanza sul piano culturale dal momento che pare preludere, con dinamiche evolutive ancora da comprendere appieno, ai futuri esiti monumentali nuragici.
Nuraghi
Il "nuraghe" è un edificio a torre, costruito in pietre di grandi dimensioni più o meno regolarmente lavorate, al cui interno si trovano una o più camere sovrapposte caratterizzate dalla tipica copertura denominata a "falsa cupola" o "tholos". Si presenta sia nella versione monotorre sia nella versione complessa, con torre centrale ed altre di contorno.
Piccole chiese cruciformi
Per "chiesa cruciforme" si intende un edificio dedicato al culto cristiano con pianta a "croce greca", dove navata e transetto hanno la stessa lunghezza e si intersecano ad angolo retto, dando luogo a quattro bracci uguali. Il punto d'incontro dei bracci rappresenta il centro dell'edificio ed è coperto da una cupola. In Sardegna è presente un gruppo di chiese cruciformi cupolate di piccole dimensioni, per le quali è stata proposta una cronologia fra IX e primi decenni dell'XI secolo.
Ponti
I ponti di età romana, costruiti in pietra, sfruttano l'arco come elemento strutturale principale per scavalcare corsi d'acqua e dislivelli del terreno, al fine di facilitare il passaggio delle merci e delle truppe in spostamento.
Prime chiese cristiane
La diffusione del Cristianesimo in Sardegna ha inizio, probabilmente, già nel II secolo d.C., quando la nuova dottrina arrivò nell'isola non solo attraverso i commercianti e i militari che arrivavano da Roma, ma anche grazie ai cristiani condannati ai lavori forzati nelle miniere sarde. Le indagini archeologiche hanno individuato i primi luoghi di culto cristiano, riferibili ad un periodo compreso fra V e VI secolo d.C., in ipogei, aree funerarie, aule di culto con annesso battistero.
Protonuraghi
I protonuraghi sono edifici che differiscono in maniera significativa dai nuraghi classici: di aspetto più tozzo e di planimetria generalmente irregolare, al loro interno non ospitano la grande camera circolare tipica del nuraghe, ma uno o più corridoi e qualche rara celletta coperta a falsa volta.
Santuari federali
In prossimità di alcuni templi nuragici particolarmente importanti nascevano i "santuari federali", vasti villaggi interpretati come aree in cui dovevano aver luogo periodici incontri tra fedeli provenienti da zone diverse in occasione di festività particolarmente importanti per la religiosità isolana.
Stazioni preistoriche
Con questa espressione si designano in ambito scientifico le tracce della presenza umana, inquadrabili cronologicamente in ambito preistorico, rilevate in determinati siti. Essa comprende vari tipi di presenze, come ad esempio le tracce di attività produttive. In Sardegna rappresentano un significativo esempio di questo genere di attività le tracce di estrazione e lavorazione dell'ossidiana rilevabili sul Monte Arci.
Templi fenicio-punici
La diffusione dei culti di origine fenicio-punica è attestata in Sardegna dalla presenza di numerose testimonianze dell'edilizia sacra, come i templi di Antas a Fluminimaggiore, di Genna Cantoni nel territorio di Iglesias, di Terreseu a Narcao.
Templi nuragici
I templi nuragici sono ripartiti in tre categorie: i "templi a pozzo" (strutture ipogeiche con copertura a tholos riservate al culto delle acque), le "fonti sacre" (che svolgevano analoga funzione ma pescavano la falda acquifera direttamente al livello del piano di calpestio); i tempietti a "megaron" (che traggono il nome dalla somiglianza strutturale con il "megaron" greco).
Templi prenuragici
Con questo termine si designa una specifica categoria monumentale rappresentata da grandi edifici di culto, come il tempio-altare di Monte d'Accoddi, unico nel suo genere nel Mediterraneo. Tali monumenti appaiono di assoluta rilevanza, sia dal punto di vista strutturale che per l'inquadramento cronologico.
Templi romani
Il vocabolo "tempio" deriva dal termine latino "templum" che in origine indica non un edificio ma un luogo consacrato, orientato secondo i punti cardinali, secondo il rito dell'inaugurazione e che corrisponde allo spazio sacro del cielo. Per indicare l'edificio sacro veniva utilizzato il termine "aedes" o altri termini (ad esempio "sacellum"), dal momento che non tutti gli edifici che i moderni considerano "templi" erano in effetti "templi" in senso romano, ossia luoghi inaugurati.
Terme
Le terme romane erano degli edifici pubblici che rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo. La sviluppo interno era quello di una successione di stanze, con all'interno una vasca di acqua fredda ("frigidarium"), tiepida ("tepidarium") e calda ("calidarium"). Attorno a questi spazi principali, si potevano sviluppare spazi accessori come l' "apoditerium" (spogliatoio) ed il "laconicum" (simile ad una sauna).
Tombe a circolo
Le "tombe a circolo", attestate in Sardegna a Goni (Cagliari) e a Li Muri (Arzachena), sono composte solitamente da un dolmen centrale circondato da una serie di cerchi concentrici, di diametro variabile, composti con pietrame di piccola pezzatura.
Tombe di giganti
Le tombe di giganti sono lunghe costruzioni realizzate interamente in pietra. Sono caratterizzate dalla forma planimetrica che ricorda l'immagine schematica di una protome taurina, frutto della presenza sulla facciata del monumento di due bracci laterali arcuati, che formano la cosiddetta "esedra".
Villaggi nuragici
Col termine "villaggi" si designano, in età nuragica, agglomerati di capanne circolari isolate (nelle fasi più arcaiche), o complessi di ambienti delimitati da un unico perimetro murario con cortile centrale comune - i cosiddetti "isolati" (nelle fasi più tarde).
Patrimonio culturale della Sardegna