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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Schede Monumenti

Case e palazzi
In epoca aragonese si impone in Sardegna la moda di contornare porte e finestre con eleganti mostre lapidee per arricchire prospetti di solito semplici e privi di decorazione. Il fenomeno, dapprima limitato alle città, tra il XV e il XVI si diffonde anche nei villaggi. Gli esempi più importanti si trovano ad Alghero, come dimostrano le incorniciature delle finestre della cosiddetta casa Doria. Le case di città vengono, inoltre, dotate di ampi androni, balconi in ferro battuto e pavimenti in maiolica.
Chiese barocche
Agli inizi del Seicento prende avvio, anche in Sardegna, il processo di assimilazione delle tendenze artistiche barocche, importate dai padri della Compagnia di Gesù e dagli ingegneri militari giunti nell'isola per la realizzazione di opere di fortificazione. La cosiddetta "invenzione dei corpi santi", cioè il ritrovamento delle reliquie dei martiri, determinò l'adeguamento barocco delle tradizionali sedi di culto e la ristrutturazione delle rispettive cattedrali.
Chiese gotico-catalane
Lo stile Gotico catalano fu introdotto in Sardegna dai conquistatori aragonesi, che nel 1326 si impossessarono del Castello di Cagliari, determinando la fine del dominio pisano sull'isola. Il santuario della Madonna di Bonaria rappresenta la più antica architettura gotico-catalana dell'isola.
Chiese manieriste
Il termine "manierismo" indica le manifestazioni artistiche che, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, hanno come proposito quello di continuare l'arte dei grandi pittori e architetti del Rinascimento, assunti come modelli classici. In Sardegna, nel corso del Seicento, si costruiscono chiese manieriste nelle quali emergono sia l'influenza della locale tradizione gotico-catalana, sia la volontà di adeguarle alle caratteristiche dello stile barocco, imposte dal clima controriformista.
Torri costiere
Per tutta la prima metà del Cinquecento le coste sarde furono prese d'assalto dai corsari barbareschi, che terrorizzavano le popolazioni dell'isola. Intorno al 1570 la Corona di Spagna mise in atto un piano di difesa che prevedeva la costruzione di numerose torri di guardia. Nel 1581 fu istituita la "Reale Amministrazione delle Torri" per la gestione del sistema difensivo costiero, che rimase operativo fino al 1867, anno in cui ne venne decretata l'abolizione.
Patrimonio culturale della Sardegna