Carbonia, fortificazioni fenicie di nuraghe Sirai

Il periodo precoloniale

I primi segnali della presenza fenicia in Sardegna sono inquadrabili cronologicamente a partire dal XII sec. a.C. fino ad almeno la prima metà dell'VIII sec. a.C. e sono pertinenti alla fase cosiddetta "precoloniale". Con questo termine si intende fare riferimento alla creazione da parte dei Fenici di insediamenti classificati nella letteratura specialistica con il termine di "empori".

Si tratta di centri abitati di piccole dimensioni e a carattere non necessariamente stanziale, creati per svolgere una duplice funzione: da un lato, instaurare, incentivare e regolamentare le relazioni commerciali con le popolazioni locali; dall'altro, offrire ai naviganti fenici un importante e prezioso supporto per le possibili esigenze legate alla navigazione (necessità di sosta o di ricovero delle navi a causa delle avverse condizioni atmosferiche e per porre rimedio ai possibili danneggiamenti a cui le navi dovevano essere inevitabilmente soggette).

Al contrario di quanto si è a lungo creduto e sostenuto, la natura di questi primi contatti tra Fenici e genti isolane fu sostanzialmente pacifica.

È anzi proprio a causa del carattere non conflittuale di tali rapporti che la presenza fenicia in Sardegna poté consolidarsi fino a creare le condizioni necessarie e sufficienti per la nascita delle prime vere e proprie città, come Karaly (Cagliari), Sulky (Sant'Antioco), Nora (Pula).

Con la nascita dei primi centri urbani in senso proprio entriamo in una nuova fase della storia fenicia in Sardegna: la fase coloniale.