Villaputzu, festa di Santa Vittoria. Antonio Lara suona sul palco (foto di A. F. W. Bentzon)

Efisio Melis e Antonio Lara

La storia della documentazione sonora della launeddas parte da Efisio Melis e da Antonio Lara, esponenti della scuola del Sarrabus e considerati ancora oggi tra i massimi virtuosi dello strumento.

Efisio Melis (Villaputzu 1890-Cagliari 1970) iniziò la sua carriera come bambino prodigio: a soli dodici anni suonava nelle sagre paesane e nelle feste nuziali, reinvestendo i proventi per pagare le lezioni al suo maestro Giuanniccu Cabras. A sedici anni vinse il primo premio in una competizione tra suonatori di launeddas a cui partecipò, tra gli altri, lo stesso Cabras. La biografia di Melis stupì Andreas Fridolin Weis Bentzon, lo studioso danese che tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta giunse in Sardegna per lavorare a quella che ancora oggi rimane la più importante monografia sulle launeddas.
Ciò per cui ancora oggi Efisio Melis viene ricordato è soprattutto la sua musica. Ben prima delle numerose esecuzioni registrate da Weis Bentzon, egli nel gennaio del 1930, a Milano, per conto della casa discografica Grammofono, aveva cominciato ad incidere alcuni brani da solista e altri in cui accompagna la voce di Gavino De Lunas. Sono queste le prime registrazioni di launeddas mai effettuate, riprodotte su dischi 78 giri e destinate al mercato commerciale isolano.
Altrettanto celebri sono le registrazioni, risalenti ai primi anni Sessanta, in cui Melis si cimenta in alcune suonate a "concordia", modalità esecutiva in cui un ballo viene suonato contemporaneamente da due strumenti della stessa tonalità ma di diverso taglio ("cuntzertu").

Le registrazioni furono effettuate assieme ad un altro noto suonatore, Antonio Lara (Villaputzu 1886-1979). Appartenente ad una famiglia di suonatori, Antonio Lara , con il fratello Emanuele , apprese la tecnica e il repertorio delle launeddas dal padre Giuseppe, divenendo uno dei più rinomati esecutori della sua area. Lara, secondo Weis Bentzon, aveva"una conoscenza completa del repertorio musicale di tutti i "cuntzertus", cosicché si può essere assolutamente certi del valore delle sue esecuzioni come espressione di pratica corretta". Antonio Lara fu tra gli ultimi suonatori ad abbinare la pratica di suonatore di launeddas al mestiere di ciabattino, accostamento tradizionalmente assai diffuso e probabilmente dovuto alla maggior disponibilità di tempo libero che il mestiere artigiano ammetteva rispetto alle attività agro-pastorali, tempo indispensabile per l'apprendimento della tecnica strumentale. Gli stessi utensili impiegati per riparare le calzature venivano utilizzati da Lara per costruire le launeddas, attività alla quale si dedicò con particolare successo, tanto da essere considerato uno tra i più abili costruttori del suo tempo.