Filippo Figari, Le donne

Varietà barbaricine

Una delle zone linguistiche più caratteristiche della Sardegna è la Barbagia di Ollolai, le cui parlate si distinguono per peculiari fenomeni fonetici, lessicali e toponimici.
Chi ha individuato e segnato i limiti propriamente linguistici di questa subregione della Sardegna e del relativo dialetto barbaricino è il grande Max Leopold Wagner, maestro della linguistica sarda, in base ad alcuni fenomeni caratteristici e propri di questo dialetto: sul piano fonetico il cosiddetto "colpo di glottide" e l'"avversione alla consonante f", sul piano lessicale e su quello toponimico la conservazione, meglio che altrove, dei relitti della lingua che i Sardi parlavano prima della loro totale latinizzazione linguistica. Anche lo studioso tedesco Wolf ha dedicato molto del suo interesse a questi relitti, che si ritrovano sia allo stato di appellativi, sia e soprattutto allo stato di toponimi. Nell'opera "Studi barbaricini - Miscellanea di saggi di linguistica sarda" (Cagliari, 1992), Wolf sostiene che la Barbagia costituisca una zona assolutamente unica in tutta la Romània, perché in essa si registra la più alta percentuale di toponimi prelatini: addirittura più del 33%. La Barbagia attualmente è una delle zone dove il sardo è ancora parlato in misura notevole e resiste alla sostituzione dell'italiano. Alcune zone della Barbagia però parlano una varietà meridionale della lingua (Barbagia di Seulo), mentre altre parlano una varietà di transizione o mediazione (Mandrolisai, Barbagia di Belvì e Desulo).