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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Storia dell'evento

Le celebrazioni della Settimana Santa in Sardegna traggono la loro origine principalmente dai riti tradizionali portati nell’isola dalla cultura spagnola e risalenti al Seicento: in molti centri dell’isola, infatti, le liturgie della rappresentazione della passione e morte del Cristo vengono ancora celebrate con antichi cerimoniali di ascendenza medievale, mediati dalla tradizione iberica.
Dalla tradizione spagnola, ad esempio, proviene l’iconografia della Vergine Dolente, protagonista delle celebrazioni.

Ai riti di origine iberica si sovrappongo poi elementi che provengono dalle ancora più antiche tradizioni campidanesi, logudoresi e barbaricine.
A elementi di origine precristiana e in particolare al mito fenicio di Adone che celebrava la morte e rinascita della vegetazione, risale infatti la tradizione di seminare, il Mercoledì delle Ceneri, in piatti pieni di terra o di bambagia chicchi di grano o di legumi che, lasciati al buio, germogliano in fitti ciuffi di foglie lunghe e strette di colore giallo: nascono così le piantine di is nenniris o nenneros, esposte nelle cappelle delle chiese in cui il Giovedì Santo si allestiscono i Sepolcri e si adora il Santissimo Sacramento, e che in passato venivano poi essiccate e utilizzate per le fumigazioni contro i malanni.

Confraternita del Rosario
Fin dal Medioevo poeti, sacerdoti e membri delle confraternite si dedicavano a composizioni cantate o recitate in lingua sarda con il fine di divulgare il Vangelo al popolo.
Nel 1473, a Santu Lussurgiu, i Frati Minori Osservanti eressero un convento annesso alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e nel 1605 nacque la confraternita del Santo Rosario, Sa Cunfrarìa 'e su Rosariu.

Questa confraternita ebbe, fin dall'inizio, il compito di organizzare le sacre rappresentazioni della Settimana Santa e costituì un coro, Su Cuncordu 'e su Rosariu. Il coro, sempre formato da quattro voci (su bassu, sa oghe, su cuntraltu, sa contra), conserva ancora oggi il repertorio originario di canti in latino e in sardo, con motivi della liturgia e paraliturgia ufficiale e motivi della tradizione popolare arcaica. I canti, liturgici e paraliturgici, tramandati oralmente, accompagnano i momenti più significativi della Settimana Santa.
Anche la Confraternita di Santa Croce ha un coro, Su Cuncordu 'e Santa Rughe, che assicura la continuità della tradizione lussurgese nell'animazione del canto sacro antico.
Patrimonio culturale della Sardegna