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Limba sarda comuna: una lingua realmente esistente

Sa Limba sarda comuna è naturale per il 92,8 per cento, è in posizione mediana rispetto a tutti i dialetti del sardo e può ancora essere migliorata per farla diventare la lingua ufficiale dei sardi.

Sono queste le conclusioni, illustrate nella conferenza regionale di Paulilatino, dal professor Roberto Bolognesi, dell'Università di Amsterdam incaricato un anno fa dalla Giunta regionale di approfondire queste tematiche. Lo studio dell'accademico olandese (nato a Iglesias) si basa sulle più moderne e avanzate applicazioni della linguistica computazionale utilizzate in Europa da diversi decenni ma ancora piuttosto sconosciute in Sardegna. Il punto di partenza della ricerca affidata a Bolognesi è la rivelazione che, per comprendere a fondo la realtà sarda bisogna operare diverse distinzioni. Intanto bisogna chiarire che a parte sa limba propriamente detta esistono in Sardegna altre lingue o idiomi che sono il catalano di Alghero, il tabarchino, il sassarese e il gallurese. All'interno invece della frammentazione dialettale della lingua sarda è necessario chiarire, secondo Bolognesi, che le distinzioni che si fanno solitamente tra varietà (campidanese, logudorese, nuorese e altre all'infinito) sono solo convenzionali e non rappresentano scientificamente la realtà fonologica dei dialetti sardi. In sostanza, mentre esisterebbero delle polarità di fenomeni tra Nord e Sud innegabili, parlare di un campidanese, un logudorese o un nuorese è un'astrazione, una classificazione convenzionale non provabile. Del resto ciò è facile da verificare per ogni sardo che può verificare come la lingua cambia in realtà da paese in paese e non per grandi varietà. Roberto Bolognesi ha scelto a caso 200 termini del sardo relativi a 77 dialetti di tutte le aree e ne ha misurato la distanza "levenstein" attraverso i potenti computer dell'università di Amsterdam. Il risultato è stato che esiste una grande distanza tra i dialetti appartenenti al sistema sardo e quelli del catalano, sassarese, gallurese e tabarchino. All'interno del sistema autoctono "de sa limba" invece la distanza è brevissima, più apparente che reale. La varietà più rappresentativa del sardo è risultata quella di Atzara e, in generale, tutta la zona dei dialetti mediani fino al Guilcer. La Limba sarda comuna è risultata vicina alle varietà di Abbasanta (da cui si distanzia solo per il 9,97 per cento), e successivamente a Sedilo (11,35%), Ghilarza (11,50%), Atzara (11,95%).

Secondo le conclusioni di Bolognesi la Limba sarda comuna contiene elementi di naturalità e di reale esistenza per il 92,8 per cento delle sue caratteristiche.

Consulta i documenti:
Rapporto finale. La limba sarda comuna e le varietà tradizionali del sardo[file pdf]
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