Sala argani

Guspini, Miniera di Montevecchio

La miniera di Montevecchio, particolarmente ricca di filoni metalliferi piombo-zinciferi, fu utilizzata almeno a partire da metà Ottocento. Gli impianti si suddividono nei settori di Levante e di Ponente separati dal passo di Gennaserapis, dove si collocano gli edifici-simbolo della miniera (direzione, ospedale, scuola, chiesa, dopolavoro), realizzati in stili diversi secondo i differenti periodi di edificazione. Si possono osservare dunque richiami alla architettura colta del passato, l'uso del Liberty, e di un linguaggio semplice e funzionale, derivato dal Razionalismo.
La direzione, cominciata nel 1877, ospita lateralmente la cappella di Santa Barbara. All'esterno sobrio della palazzina corrisponde un alto ed esuberante cortile con porticato "dorico", dove i dipinti policromi, con temi minerari, le aperture ad architrave o ad arco, anticipano il salone delle riunioni: un vasto ambiente voltato a padiglione e decorato con pitture a trompe-l'oeil. Anche la chiesa riprende elementi decorativi di ispirazione eclettica, che si ripresentano nella foresteria e nelle abitazioni per i dirigenti.
Dal 1938 al 1942 furono realizzati l'edificio che ospita la scuola e il dopolavoro, l'ufficio geologico con il piccolo museo, tutti situati in prossimità della piazza principale; il villaggio Righi, costituito da blocchi edilizi disposti su livelli diversi; l'albergo Francesco Sartori.
La miniera fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.

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