Capanne del villaggio

Villanovaforru, Nuraghe Genna Maria

Il grande complesso nuragico di Gennamaria riveste un interesse particolare per la conoscenza della civiltà nuragica. I diversi interventi, i mutamenti di uso e funzione, le ristrutturazioni e le modificazioni si sono stratificate a partire dal XV sec. a.C., sino alle ultime tracce di vita tra il V ed il VI sec. d.C.
La prima fase vede una torre singola, cui si aggiungono in tempi brevi altre tre torri unite da cortine murarie, che compongono la figura di una possente fortezza trilobata, con cortile interno. Questa fortezza, successivamente viene rifasciata da una possente muratura che ne raddoppia lo spessore. Coeva a questo intervento è la costruzione di un antemurale di cui rimangono le mura e quattro torri, a più ampia distanza dal corpo centrale, che doveva proteggere un piccolo abitato. Infine, appoggiandosi a questo antemurale e sovrastandolo nelle parti crollate, si colloca il villaggio tardo nuragico dell'VIII sec. a.C.. La zona viene poi abbandonata, ma la vita riprende in età punica, alla fine del IV secolo, con l'utilizzo della parte centrale del nuraghe come luogo di culto dedicato alle divinità protettrici della terra fertile e del grano. Il culto prosegue poi in epoca romana sino al periodo della dominazione vandala.
Tutti questi complessi eventi possono essere letti, con attenzione, ancora oggi nelle rovine del complesso nuragico; costituiscono una sorta di esemplificazione delle vicende storiche sarde dal XV secolo a.C. in poi, e, più in dettaglio, recano un fondamentale apporto alla conoscenza dell'architettura nuragica nelle sue diverse fasi.


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