Grecanico

Il grecanico è una varietà di greco, diverso da quello moderno, che nella variante "demotikì" ('popolare') è dal 1976 l'unica lingua ufficiale della Repubblica di Grecia.
Qui si è imposto al termine di una secolare "questione della lingua" legata al parallelo utilizzo letterario di un modello classicheggiante ("katharévousa"). Il greco di tradizione bizantina è la lingua liturgica di alcune Chiese ortodosse orientali e in Italia dell'Eparchia di Lungro (Cosenza) e di Piana degli Albanesi (Palermo). Attualmente i dialetti greci, in forte regresso, occupano nell'Italia meridionale due aree ben distinte: in Puglia nel Salento, dove la parlata è detta "grico" (Comuni di Calimera, Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatìa e Zollino), e in Calabria nell'Aspromonte, dove il dialetto viene denominato "romaico" (Comuni di Bova, Bova Marina, Condofuri, Roccaforte del Greco e Roghudi).

Una comunità ellenofona piuttosto compatta si è formata da tempo a Reggio Calabria come conseguenza dell'emigrazione dai paesi dell'Aspromonte. Nelle comunità complessivamente dette "grecaniche" dell'Italia meridionale si parlano dialetti evolutisi in maniera autonoma rispetto al greco moderno. Si pongono problemi legati alla loro rivitalizzazione e alla formalizzazione di uno o più standard. Aspetto non secondario della questione è quello legato all'utilizzo dell'alfabeto latino, naturalmente più familiare ai locutori di quello greco. In assenza di statistiche recenti, un calcolo ottimistico fissa attualmente in circa 10/12.000 il numero complessivo degli ellenofoni.