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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Cartografia storica di un'isola mediterranea

La scienza cartografica nasce dalla necessità dell'uomo di possedere cognitivamente, prima ancora che fisicamente, i territori in cui si è trovato a vivere nel corso della propria storia. Tale esigenza si manifesta nella realizzazione di mappe in grado di visualizzare sinteticamente le porzioni di territorio per rappresentare le quali erano state realizzate. È per questo che la storia della cartografia è sempre stata connessa con la storia politica ed economica dell'umanità, trovando nuovo e consistente impulso con la nascita e il consolidarsi degli stati moderni.

La storia specifica della rappresentazione cartografica della Sardegna si inserisce a pieno titolo in questa più ampia vicenda culturale ed è appunto di questa storia che la Collezione Cartografica della Biblioteca del Consiglio Regionale offre una significativa ed efficace sintesi rappresentativa.

La raccolta, costituita da circa duecento carte geografiche, nasce dalla confluenza di importanti collezioni quali la collezione Marcialis (la prima ad essere stata acquisita nel 1956) e la collezione Fanni (acquisita nel 1972). Le ragioni di interesse della raccolta sono molteplici. Da un lato infatti essa consente di delineare una storia dell'immagine cartografica della Sardegna, da sempre fondamentale crocevia per la definizione delle rotte di navigazione nel Mediterraneo; da un altro punto di vista essa offre invece una preziosa testimonianza del progressivo affinarsi delle tecniche di elaborazione dei prodotti cartografici, sempre più vicini alla realtà geografica che aspirano a rappresentare.

La presente sezione rende disponibili tutte le carte della Collezione divise per secoli, esposte a suo tempo nella mostra "Imago Sardiniae", organizzata e allestita nel 1994 dal Consiglio Regionale. La mostra era organizzata in nove sezioni, ciascuna delle quali proponeva una specifica chiave d'accesso tematica al vasto patrimonio cartografico disponibile.

Nella prima, intitolata "La forma. L'astronomo, il geografo, l'ingegnere", si forniva un sunto del lungo processo storico della cartografia relativa alla Sardegna, iniziato tra il I ed il II secolo d. C. con Claudio dei Tolomei.

La seconda sezione, "Le coste. Il mare, la navigazione, il commercio", prendeva le mosse dall'atlante del Cresques e si concludeva con le carte nautiche francesi e italiane del XIX secolo.

"Il portolano normale. Navigare nel Mare Nostrum" parlava, invece, dell'origine della carta nautica medioevale, che può essere interpretata come una grande operazione culturale alla quale l'intero mondo mediterraneo ha liberamente concorso.

"Isole e Isolari. Approccio alla dimensione insulare" spiegava che gli "Isolari" sono dei testi letterari e cartografici insieme, applicati esclusivamente ad isole ed inseriti in una tradizione che si inaugura nel XVI secolo per protrarsi, con notevole successo, fino all'inizio del XVIII.

La quinta sezione, "Le istituzioni. La difesa, il governo, il catasto, illustrava come la conoscenza del territorio sia stato uno dei fattori fondamentali dello sviluppo dello stato moderno per la difesa militare, per le comunicazioni interne, per la delimitazione dei confini e per l'imposizione dei tributi.

Nelle "Carte per il Principe lontano" si scopre come i Piemontesi, volendo ridurre le distanze fra la Sardegna e il potere centrale, inviassero ingegneri, topografi, tecnici, funzionari per analizzare il territorio, misurarlo e riprodurlo cartograficamente. Questi studi rappresentano il riflesso del potere "illuminato" del Principe, che voleva essere sempre informato sui risultati dei sopralluoghi e sui diversi progetti di organizzazione territoriale.

La sezione "La città. Forme urbane e territorio" portava alla scoperta delle prime rappresentazioni cartografiche delle città, fra cui il disegno di Cagliari realizzato da Sigismondo Arquer ed inserito nella Cosmographia Universalis di Sebastian Münster nel 1550.

"La sfera e l'immagine. I linguaggi della geografia": sia nella forma cartografica, sia in quella letteraria il linguaggio geografico ha cercato di descrivere le vicende che hanno caratterizzato lo sforzo dell'uomo per comprendere, spiegare e rappresentare, a sé stesso e agli altri, "il luogo" in cui il caso o un destino superiore lo hanno collocato e dove crescendo, in tutti i sensi, è pervenuto ad essere quello che è.

L'ultima sezione "Segni e disegni. Arte e cartografia" spiegava, infine, come la cartografia antica, nel trapasso graduale dalla figurazione simbolica a quella scientifica, sia stata in varia misura legata all'arte. Ciò appare evidente se ci riferiamo agli artisti che hanno raffigurato carte geografiche in celebri dipinti o in mosaici o cicli pittorici.
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