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Lo Statuto speciale e la Legge 26 in Limba Sarda Comuna

Con la stessa delibera che il 18 aprile del 2006 aveva approvato le norme della Limba sarda comuna, il governo regionale aveva previsto la traduzione dello Statuto Speciale della Sardegna e della legge 26 del 1997 che regola il sostegno delle iniziative in lingua sarda. La traduzione dei due testi legislativi è stata realizzata a livello sperimentale cercando di mantenere l'equilibrio tra la necessaria identità della lingua di minoranza storica e l'efficacia di un codice giuridico-amministrativo.

La norma in Limba sarda comuna comprende elementi settentrionali e meridionali della lingua che si ritrovano in modo naturale nello standard prescelto. La traduzione dello Statuto ha privilegiato gli elementi settentrionali, mentre quella della Legge 26 ha privilegiato quelli meridionali. In realtà, lo scarto tra le due versioni, come si può vedere, è minimo e conferma l'unità sostanziale del codice prescelto che salvaguardia l'unità pur non cancellando la varietà locale.

Le scelte lessicali sono state operate tenendo conto, parola per parola, di un metodo che, a fianco alla salvaguardia di alcune voci identitarie, prevede la comparazione con le maggiori lingue internazionali minoritarie o di grande comunicazione. Si tratta di un primo tentativo di rafforzamento di un codice linguistico unitario giuridico per la lingua di identità storica della Sardegna. Un laboratorio sempre aperto pronto ad accogliere suggerimenti, miglioramenti, correzioni e consigli.

Consulta lo Statuto speciale della Sardegna, Legge Costituzionale n. 3 del 26 febbraio 1948 scritto in lingua sarda

Consulta la Legge n. 26 del 15 ottobre 1997 sulla "Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna"
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