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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Progetti nella Pubblica Amministrazione

Gli articoli della legge 26/97 che si occupano di Pubblica Amministrazione non hanno mai inciso profondamente nella realtà sarda, a parte alcuni interventi sulla toponomastica e sulle consulte locali.

Con l'attuazione della 482/99 dello Stato, a partire dall'anno 2002, si è registrato nell'isola un fiorire del fenomeno dell’apertura dei cosiddetti Sportelli Linguistici che in sardo sono stati ribattezzati "Ufìtziu de sa Limba Sarda".

A parte l'esperienza pionieristica (sostenuta da un'azione finanziaria dell'Unione Europea) del comune di Quartu Sant'Elena nel 1999, è stata di notevole rilievo l'attivismo dell'Amministrazione Provinciale di Nuoro oggi affiancata anche dalle province di Ogliastra e Oristano e da tanti comuni. Questo movimento ha creato anche qualche centinaio di posti di lavoro per giovani laureati esperti in lingua.

La legge 482/99 ha permesso anche l'utilizzo della lingua negli atti scritti e ufficiali delle amministrazioni. Il dipartimento degli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che gestisce la legge 482 in collaborazione con le Regioni, sostiene anche la formazione dei funzionari all'uso e alla comprensione della lingua minoritaria.

La Regione Autonoma della Sardegna ha siglato un protocollo d'intesa con lo Stato per la gestione di queste attività di valorizzazione "amministrativa" della lingua di minoranza storica. Pertanto, le richieste possono essere presentate presso il Servizio Lingua Sarda dell'Assessorato Regionale competenete entro il 30 aprile di ogni anno.

Dati sulla politica linguistica regionale [file.pdf]
Patrimonio culturale della Sardegna