Duinas e batorinas

Una volta esaurito il secondo tema, si passa alla parte finale della gara. Duinas e batorinas sono delle composizioni poetiche che hanno il compito di alleggerire i contenuti dello spettacolo prima della chiusura finale più seria affidata a modas e sonetes. Con la duina, l'ottava si divide in coppie di versi e ogni poeta si incarica di cantarne una. Comincia uno, il secondo segue, il terzo pure.

Ovviamente si deve rispettare sempre la metrica e la rima delle ottave. Si chiama "duina serrada" quella che finisce in rima baciata. Gli argomenti sono molto meno impegnativi di quelli dei temi e si cerca più che altro di divertire il pubblico. Allo stesso modo funziona sa "batorina" che però ha un nome che proprio non rappresenta la sostanza. Si tratta, infatti, di un componimento breve di cinque versi di cui tre sono inventati sul momento e gli altri sono in qualche modo fissi. Eccone un esempio in una famosa di Antoni Farina tratta da "Chent'annos" di Paolo Pillonca:

A la cantamus una batorina (verso fisso)
Sezis ambos ancora in gioventude (verso creato)
Deu bos diat fortuna e salude (verso creato)
Finas a nde aer una barantina (verso creato)
A la cantamus una batorina (verso fisso)

La rima fissa in "batorina" viene poi sostituita in sequenza da "batoreta", "noitola", "furistera", "paesana", "bruschistriglia" e "tarantella". Queste ultime due inventate, secondo Paolo Pillonca, da Barore Sassu a fine carriera. Ovviamente il terzo verso creato deve sempre rimare con queste parole fisse, mentre i primi due sono liberi.