Modas e sonete

Nel 1976 i cantadores decisero di non chiudere più l'esibizione cantando "sa moda", cioè un componimento piuttosto lungo, solitamente dedicato al santo festeggiato, che non era improvvisato, ma preparato ad hoc tempo prima dall'artista. Il motivo fondamentale era stato che il pubblico non gradiva più a questo tipo di componimento che era noto anche come "modellu" o "trintases". Si tratta di una composizione complessa, barocca, "retrogada", rimata con parecchi incroci, per la quale ci volevano ottime doti di memoria.

Ne parla già Giovanni Spano che spiega la costruzione con una rima delle parole accoppiate e retrogradate della terzina iniziale, o Pesada. Al primo e al quarto verso, presenta un distico centrale, la cui rima, nella composizione contenuta in Ortografia sarda nazionale dello Spano, è ottenuta rivoltando il primo verso. Probabilmente è stato questo procedimento che ha dato poi luogo all'uso sempre più prodigo di un procedimento che si è fissato nella moda.

Quando i cantadores decisero di non esibirsi più nella moda, sostituirono il saluto finale con un "sonete", ovvero il sonetto, metro della tradizione lirica italiana ed europea. Tale composizione risultava però piuttosto breve perciò si cominciò, e ora è quasi una regola, ad applicare delle code finali. Tali code però sono diverse da autore ad autore.