Sa muta, su tempus, su tràgiu

Elementi fondamentali della gara poetica e delle doti di ogni cantatore sono sa muta (l'ispirazione, la vena), su tempus (la velocità con cui si crea e si canta l'ottava) e su tràgiu (il modo in cui si porge agli ascoltatori il verso).

"Sa muta" è il fantasma e il desiderio di ogni poeta. La sua ricchezza principale, oppure la sua paura più recondita. Senza la vena poetica bisogna scordarsi di fare una buona gara, così come se invece l'ispirazione è alta, una gara riesce comunque meglio di un'altra. I grandi artisti dell'otada, quelli che son riusciti a salvare il loro nome dall'oblio, sono stati certamente sempre premiati dalla "muta". Questa è certamente un talento naturale, ma va anche coltivata con l'esercizio, la pratica e la frequentazione dei palchi e delle gare.

"Su tempus" di composizione e canto dell'ottava è recentemente entrato nelle riflessioni degli studiosi che analizzano il fenomeno. Si è pensato persino di cronometrare le gare registrate per capire come si potevano comportare i diversi poeti in relazione ai tempi di risposta, creazione, composizione e recitazione musicata della poesia improvvisata. Allo stesso tempo è parsa importante anche la relazione del singolo cantadore con il tenore che lo accompagna. È importante che quest'ultimo si adatti al singolo artista.

"Su tràgiu" (o tratu) invece è l'insieme delle caratteristiche che distinguono la voce del singolo artista rispetto agli altri. Non è importante solo la potenza, ma anche la capacità melodica e timbrica. Avere una voce gradevole significa che il pubblico ascolterà le tue ottave con maggior piacere. È inutile, per avere successo sui palchi, avere il dono della creazione poetica se non si ha un buon "tràgiu".