Poesia a bolu

Con l'espressione sarda "poesia a bolu" s'intende la poesia orale estemporanea improvvisata dei cosiddetti "cantadores", aedi popolari che si esibiscono nelle piazze della Sardegna. Questa particolare forma artistica viene fruita dalla popolazione in occasione di feste patronali attraverso la cosiddetta "gara". Questa non è altro che un'esibizione pubblica poetica nella quale ogni artista difende un tema che gli viene assegnato dal pubblico.

I "cantadores" stanno su un palco, in genere sopraelevato rispetto agli ascoltatori, e svolgono il loro punto di vista affidandosi al metro principe della poesia sarda: "s'otada". Prima della fine del secolo scorso la gara organizzata non esisteva. Fu un valente poeta ozierese, Antonio Cubeddu, che propose di regolarizzarla in questo modo, istituendo anche la regola di provvedere a un compenso per gli artisti. Prima di allora la popolazione si dilettava con la poesia improvvisata in ogni occasione pubblica o privata, ma non in maniera istituzionalizzata.

Durante tutto il Novecento, e fino ai nostri giorni, i cantadores più famosi sono in qualche modo diventati gli "eroi" delle popolazioni di tutta l'isola. Ancora oggi queste figure "mitiche" importanti meritano di essere studiate e conosciute per le loro qualità artistiche e personali. Le loro biografie, le loro esibizioni, la loro produzione poetica sono oggi, almeno in parte, a disposizione di tutti.