Logo Regione Autonoma della Sardegna
I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
sardegnacultura  ›  argomenti  ›  feste  ›  religiose  ›  ardia  ›  ardia di sedilo

Ardia di Sedilo

La corsa sfrenata dei cavalieri
La corsa sfrenata dei cavalieri
In ricordo della vittoria dell'imperatore Costantino su Massenzio al ponte Milvio nel 312, nel pomeriggio del 6 luglio e nel primo mattino del giorno successivo si corre S'Ardia (La guardia), sfrenata corsa a cavallo da un rialzo (Su frontigheddu) al di fuori dell'ampio loggiato che racchiude la chiesa di S. Costantino e i muristenes (case campestri abitazione dei novenanti dal 5 all'8 luglio e in altri periodi dell'anno, ma anche ricovero della Scuola Apostolica dei Padri Gesuiti fra il 1940-1945, a seguito dei bombardamenti su Cagliari) fino alla Chiesa di S. Costantino. L'ardimentosa corsa consiste nell'impedire, con ogni mezzo, che i cavalieri raggiungano le tre pandelas (tre cavalieri forniti di stendardi), che fronteggiano la corsa, ad opera di altrettante iscortas (scorte).

La festa di S. Costantino, che ha nell'Ardia il culmine, conserva ancora testimonianze di intense manifestazioni di religiosità popolare. Le pareti interne del santuario accolgono e ostentano ex-voto di riconoscenza per miracoli ricevuti e per pericoli scampati e sempre la chiesa è il riferimento, oltre che delle celebrazioni liturgiche canoniche, anche di intensi atti di fede che si possono discretamente osservare all'alba del giorno di venerazione del santo: singoli fedeli in preghiera compiono più volte il giro del Santuario e percorrono all'interno del loggiato le tappe-segnacolo che i cavalieri percorrono a cavallo. Candele devozionali ardono dentro la chiesa e nelle mani dei pellegrini che espiano le loro colpe e si purificano nei giri dei percorsi ripetuti. Ma è soprattutto la notte fra la vigilia e il giorno della festa che il Santo è onorato e vegliato non solo ma soprattutto dai pastori del circondario e delle confinanti Barbagie, forse a ricordo di quando S. Costantino di Nordai - prima che la creazione del lago Omodeo sconvolgesse la vita delle popolazioni che facevano, in quell'ampia e feconda vallata, corona al fiume - era riferimento e punto di raccolta devozionale delle popolazioni locali e di tanti pastori delle Barbagie che svernavano, con le loro greggi, nell'accogliente nido naturale che era la media valle dl tirso; onore e veglia tributati da quei pastori, dopo aver fatto provvista di campanacci e altri utensili di lavoro e dei libretti di poesia sarda che ancora è possibile trovare e acquistare in questo luogo sacro, con abbondanti libagioni di pesce arrosto e di carne di maialetto, sempre arrosto, e di bevute, senza fine, di vino e di birra che sostengono e incitano interminabili murras sfocianti, talvolta, in risse e atavici regolamenti di conti.

Consulta la scheda dell'appuntamento

Galleria fotografica
  • Ardia di Sedilo, veduta aerea
  • La chiesa di San Costantino
  • Ardia di Sedilo, l'arrivo del sindaco
  • Ardia di Sedilo, il passaggio del sindaco sotto l'arco
  • La folla intorno alla chiesa di San Costantino
  • Il sagrato della Chiesa di San Costantino
  • Ardia di Sedilo, l'arrivo dei cavalieri

Patrimonio culturale della Sardegna