Matrimonio Mauritano

Si celebra a Santadi nel mese di agosto, secondo le modalità tipiche della tradizione. Si chiama "mauritano" in riferimento alle genti africane che si sarebbero mescolate con la popolazione della Sardegna meridionale fin dal I millennio d. C..

Il rito, valorizzato dall'intelligente promozione della Pro loco locale, da' la possibilità ai giovani di vivere come protagonisti un evento dal sapore antico e solenne.

Il giorno delle nozze la sposa indosserà una gonna a pieghe ("su manteu"), il giubbetto ("su gipponi"), il fazzoletto incrociato sul petto ("sa perr’e sera"), il grembiule ("su ventalicciu") e verrà ammantata da un velo di lana finissima ("su pannicciu e coroi"), da un fazzoletto a disegni floreali ("su macaroi mannu") o da uno scialle con ricami in seta ("su sciallinu i sera").

Lo sposo, il cui abito è realizzato con lana d'agnello (calzoni e gilet), avrà una camicia bianca in cotone ("sa camisa") chiusa da bottoncini d’oro o argento, copricapo ("berritta") e gambali ("is craccias").

Entrambi saliranno sul carro addobbato con fiori e trainato da buoi ("is traccas") che li condurrà, seguito dal corteo di parenti e amici, alla piazza centrale del paese sede del rito. Dopo la cerimonia religiosa, la madre della sposa e il padre dello sposo offrono ai festeggiati un bicchiere d'acqua e spargono "sa gratzia", un augurio di prosperità simboleggiato da petali di rose, chicchi di grano, granelli di sale, monete. Dopo la frantumazione del piatto della "gratzia", compiuta dalle due madri, ci si trasferisce in casa della sposa dove un ricco banchetto e festeggiamenti accompagnati da musiche folk proseguiranno fino al giorno dopo.