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Il Novecento

Cagliari, Teatro delle saline
Cagliari, Teatro delle saline
Il Novecento per i primi decenni mantiene in Sardegna le stesse tematiche proprie dell'Ottocento: nei teatri di Cagliari e Sassari, continuano a entusiasmare i drammi storici, la tragedia, l'opera lirica ed il filone del teatro in sardo. Così i lavori di Pietro Camboni Alba e di Giovanni Giganti si focalizzano sulla storia dell'Isola; mentre Salvatore Scano sembra rifare il verso a D'Annunzio, come pure Oliviero Prunas e Lino Masala Lobina che si riagganciano anche al teatro del grottesco. Drammi e commedie scrivono pure Salvatore Farina e Raffa Garzia. Tutti di ambientazione sarda sono i lavori di Grazia Deledda e di Nicola Spano. Nel 1952, Marcello Serra compone e rappresenta un mistero drammatico nel teatro romano di Nora. Anche l'opera per musica, con Nino Alberti e Gavino Gabriel, si distingue per temi d'ambientazione isolana.

La commedia dialettale si va irrobustendo e diventano sempre più frequenti gli autori che scrivono in sardo. Si tratta, almeno agli inizi, di un teatro di maschere in cui il fraintendimento e lo stravolgimento della lingua ufficiale costituisce l'unico fattore di gioco comico, molto spesso abusato. Poi, pian piano, le trame si innervano di tematiche sociali ed i tipi cominciano ad assumere i tratti del personaggio. Si ricordano Emanuele Pili, Luigi Matta, Efisio Vincenzo Melis, Gildo Melis, Giovanni Uda Dessì. Berto Cara, invece, scrive opere drammatiche in italiano e in logudorese. Antonio Garau con la sua vasta produzione si inscrive nel filone comico, coniugando però la farsa con tematiche umane e sociali. Il secondo conflitto mondiale, insieme alla vita sociale, stronca anche l'attività teatrale: i maggiori teatri di Sassari e Cagliari sono distrutti e quelli che non subiscono danni vengono chiusi. Suppliscono le sale cinematografiche fino al 1947, quando viene inaugurato il teatro Massimo a Cagliari.

Ma solo a partire dal 1960 si ha una timida ripresa dell'attività teatrale, che pone le basi per una più sentita esigenza per il fatto drammatico: gruppi di base e cooperative teatrali – fra i primi il CUT (Centro Universitario Teatrale), poi CIT (Centro di Iniziativa Teatrale), infine Cooperativa Teatro di Sardegna – portano i loro spettacoli, agganciati alle tradizioni sarde, nei paesi dell'interno, con autori come Giuseppe Dessì, Francesco Masala, Romano Ruiu e Leonardo Sole. Salvatore Angelo Spano, Antonio Garau, Salvatore Vargiu e Giovanni Enna – i primi tre in sardo-campidanese, l'altro in sardo-sassarese – con la loro consistente produzione drammatica sono alcuni fra gli autori più consapevoli della propria identità culturale.
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