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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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L'Ottocento

G. Marghinotti, Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti, 1830
G. Marghinotti, Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti, 1830
L'Ottocento, oltre che dal dramma sacro, è caratterizzato anche da una produzione teatrale profana, sia in prosa che in musica. I teatri erano a Cagliari nel 1750 il Teatro dell'Università, quindi, nel 1767, il Teatro Lasplassas o Regio, poi, nel 1831, Teatro Civico; quindi, il Carboni e il Nuovo Diurno che in seguito diventerà Cerruti e quindi Politeama Regina Margherita. A Sassari agivano il Civico ed il Politeama. Vi si rappresentavano commedie d'argomento sardo, o incentrate sul classico triangolo amoroso e a sfondo sociale, drammoni storici, commedie brillanti, melodrammi e farse giocose per musica. Alternativamente i vari testi sono di ambientazione sarda o italiana, storica o amorosa.

Per i drammi fanno spicco due autori: Marcello Vinelli con "La ragione del fucile", dramma del 1891, e Arturo Garzes, attore e figlio d'arte, con "In Gallura", fosca storia di ricatti e di sangue del 1890. Per il classico triangolo e per le tematiche più genericamente sociali si possono ricordare Ottone Bacaredda con "Amico d'infanzia", commedia del 1879, e Giovanni Siotto Pintor con il dramma "Il ridicolo", del 1875. Per i drammi storici basti ricordare tre opere di argomento sardo di Giovanni Baraca: "Tigellio", "Angioi" e "Il marchese di Cea". Fra gli altri nomi di rilievo sono da ricordare Salvatore Farina, figura di spicco nel panorama letterario italiano del secondo Ottocento, con "Amore cieco" e "Bugie senza peccato", e Michele Uda, artista di non secondaria importanza nell'ambito della Scapigliatura lombardo-piemontese, con "Gli spostati", commedia del 1859, e con "Volto e maschera" del 1858.

Per il genere comico-leggero, quantitativamente più nutrito, si possono ricordare "Il tesoro delle famiglie", commedia di Enrico Costa del 1871 e "Feliciana, ossia la ribellione delle mogli", una commedia di Giovanni Siotto Pintor del 1878. Esempi di melodrammi sono "Amsicora", libretto di Agostino Airaldo e musica di Nicolò Oneto; I briganti del 1837, libretto di Iacopo Crescini, musica di Saverio Mercadante.
Mentre alle farse giocose per musica appartengono "Chi dell'altrui si veste presto si spoglia" del 1804, libretto di Giuseppe Palomba, musica di Domenico Cimarosa, e "L'antiquario" del 1882, libretto di Felice Uda, musica di Giovanni Battista Dessì.
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