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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Il Settecento

G. Marghinotti, I Sardi offrono vesti e viveri ai legionari di Caio Gracco
G. Marghinotti, I Sardi offrono vesti e viveri ai legionari di Caio Gracco
Il Settecento in Sardegna è caratterizzato da una produzione in prosa e in musica, in sardo e in italiano e da allestimenti scenici effimeri all'aperto. L'esaltazione del principe, la glorificazione di momenti topici nel calendario civile e religioso sono occasioni celebrate attraverso ricostruzioni teatrali che, traslocate dagli spazi chiusi dei teatri, vengono integrate nel complesso urbano. I carri (che nella quotidianità trasportano i materiali più disparati) diventano fantastiche scene semoventi gremite di marchingegni allegorici, di ricostruzioni biblico-mitologiche.

A Cagliari restano memorabili le scenografie dell'apparato rappresentante il mirabile Tempio della Pace, in occasione delle nozze di Carlo Emanuele III, nel 1737; le cavalcate spettacolari che ebbero luogo per l'elezione al trono di Carlo Emanuele IV; e, infine, gli straordinari allestimenti per l'ingresso trionfale della corte sabauda, nel 1799. D'altro canto, la teatralità popolare produce opere importanti come la rappresentazione, nel 1728, di un dramma sacro in sardo-logudorese di Maurizio Carrus, intitolato "Comedia de la Sacratissima Passion". Di lui restano anche tre raccolte di "gosos", rispettivamente del 1718, del 1726-27 e del 1731.

Giovanni Delogu Ibba, scrive in sardo-logudorese e allestisce una sacra rappresentazione: "Tragedia in su isclavamentu de su Sacrosantu Corpus de Nostru Sennore Jesu Cristu", nel 1736. Del 1750 è la "Storia di San L'uxorio" di Pietro Chessa Cappai, in versi e sempre in sardo-logudorese. Giovanni Maria Contu scrive, invece, il dramma agiografico "Obra poetica… del milagroso Beato Salvador de Horta". Dal 1750 in poi compare, cresce e si sviluppa l'interesse per le composizioni musicali che si concretizzano nel genere delle cantate e soprattutto in quello del melodramma, che ormai domina le scene europee.
Esemplare è la nutrita produzione di Antonio Marcello, di ispirazione metastasiana. Basti ricordare: "Il Perdicca" del 1773, "Il Marcello", del 1784 e "L'Olimpia", del 1785. Di Gaetano Martini è la tragedia "Susanna", rappresentata nel 1772; di Angelo Berlendis, infine, restano due composizioni teatrali: "Sardi liberata" del 1783 e "San Saturnino" del 1785.
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