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Le origini e il Cinquecento

Pula, teatro romano di Nora
Pula, teatro romano di Nora
I santuari nuragici (Santa Cristina di Paulilatino, Santa Vittoria di Serri) sono esempi lampanti di una civiltà che doveva avere eletto la ritualità teatrale a fondamento sociale. Cortei drammatici, animati da canti dialogici, da danze corali e da gare ginnico-ludiche, dovevano svolgersi lungo l'andamento circolare degli ambienti, dietro la guida coreutica di re-sacerdoti, fino al pozzo dell'acqua lustrale.

L'avvento di Roma arricchì la Sardegna di splendidi edifici teatrali. Due sopravvivono al tempo: l'anfiteatro di Cagliari, situato sul pendio che dal colle di Buon Cammino declina dolcemente verso la valle di Palabanda, e il teatro di Nora in faccia al mare, entrambi dell'inizio del II secolo d.C. Il repertorio doveva consistere in naumachie, "ludi gladiatorii", macchinosi allestimenti di tragedie, commedie e spettacoli in cui agivano uomini e fiere. Il ballo e la danza integrarono lo spazio rituale e festivo del teatro, vivendo non solo per le strade e per le piazze, ma accendendosi negli spiazzi degli ovili, invadendo il perimetro religioso dei santuari, fino a penetrare addirittura dentro lo spazio sacro delle chiese.

Allo stato attuale delle ricerche, l'inizio del teatro in Sardegna è segnato dalla sacra rappresentazione, anche se non è possibile ignorare segnali e documenti sporadici del XVI secolo che, soprattutto a Cagliari e a Sassari, testimoniano un'interessante attività teatrale.
Del XV secolo è il "Laudario dei Disciplinati bianchi di Sassari". Anche se non in maniera definita, le laudi contenutevi già presentano elementi fondamentali di teatralità: il dialogo, i personaggi, il frasario vivo e diretto del parlato. Ma a schiudere il panorama teatrale in Sardegna sono le "Coplas a la Imagen del Crucifixo" di Sigismondo Arquer, della seconda metà del XVI secolo. Con una partitura drammatica più sviluppata si presentano due componimenti, pubblicati nel 1576, del viceré Giovanni Coloma, intitolati rispettivamente "Decada de la Passion de Nuestro Señor Iesu Christo" e "Cantico de la Resurreccion de nuestro Señor Jesu Christo".
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