Dizionari moderni

Di pari passo con l'interesse per la limba, il numero dei dizionari pubblicati è aumentato. La tipologia e il metodo di compilazione sono stati dei più vari, in quanto la mancanza di uno standard riconosciuto per tutte le varietà della lingua ha reso difficoltosa l'opera dei lessicografi.

Pedru Casu (1878-1954), sacerdote di Berchidda impegnato sul fronte della narrativa italiana e della difesa della lingua sarda, sceglie di formulare un "classico" dizionario basato sul logudorese illustre, così come aveva fatto Giovanni Spano nel secolo precedente. Il manoscritto, redatto tra il 1934 e il 1947, consta di oltre 50.000 lemmi riportati su 2.034 pagine manoscritte che, per volontà testamentaria dell'autore, furono donate alla Regione Autonoma della Sardegna che a sua volta li trasferì all'ISRE perché ne curasse la pubblicazione. L'opera viene pubblicata nel 2002. Di una qualche interesse anche il vocabolario italiano-sardo redatto da Valentino Martelli nel 1930 e ripubblicato in tempi recenti.

Negli anni Ottanta compaiono alcuni vocabolari che si occupano solo di una variante locale: Antonio Lepori per un campidanese ricco di neologismi (1988) e Luigi Farina col suo "Bocabolariu Nugoresu-Italianu" (1987). Anche Massimo Pittau pubblica, sulle orme di Wagner, il ricco "Dizionario della Lingua Sarda - fraseologico ed etimologico" nel 2000. Nello stesso anno Mario Puddu pubblica per Condaghes il suo "Ditzionariu de sa Limba e de sa Cultura Sarda" che riscuote un certo successo per il trattamento proposto delle varianti locali. In questi ultimi anni anche Antonino Rubattu, Enzo Espa, Giovanni Casciu pubblicano interessanti e copiose raccolte di vocaboli.