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Abbigliamento infantile

Bambino nell'abito tradizionale di Orgosolo
Bambino nell'abito tradizionale di Orgosolo
Fino ai primi anni del Novecento il corredo minimo per ogni neonato sardo è costituito dalle fasce ("fascas, zimussas") e dai coprifasce e camicine ("corìttu"). La parte inferiore del corpo può essere coperta con panni stratificati o sacchetti allacciati con lunghi nastri. Si utilizzano anche vestine intere molto lunghe ("istiréddu, èste, bèste, estèdda") confezionate con tessuti più o meno pregiati anche in relazione al momento di utilizzazione. Cuffiette ("carètta, cambùssu, iscòffia"), coprifasce e copertine da battesimo sono spesso realizzate in colori e ornamentazioni molto vistose in uno stile coerente con gli abiti tradizionale degli adulti.

Fino all'età di tre o quattro anni i bambini indossano abiti che possono essere sostanzialmente ricondotti a due grandi gruppi.
Il primo comprende insiemi vestimentari di chiara impronta locale realizzati con tessuti, taglio e ornamentazioni che sono rappresentativi e distintivi del gruppo culturale che li ha prodotti.
Il secondo comprende abitini con breve carrè e gonna a pieghe o arricciature, modello indifferenziato per entrambi i sessi e di lunghezza variabile, privo di segni distintivi che consentano di ricondurlo a un preciso luogo della Sardegna, e che si rivela del tutto simile ai modelli utilizzati dopo il primi decenni del XX secolo in tutta Europa.

Tra i cinque e gli undici anni maschietti e femminucce indossano, in versione semplificata, abiti molto simili a quelli degli adulti – dei quali conservano in genere le denominazioni – con le varanti di pregio che le condizioni sociali consentono e con qualche differenza anche per l'uso festivo o giornaliero. La documentazione sull'abbigliamento infantile per questa fascia di età non è vasta, né lo sono i capi d'epoca, destinati a passare di fratello in fratello fino alla loro distruzione.

Intorno agli anni Venti del Novecento si assiste alla graduale introduzione di abiti di foggia moderna che finiranno per soppiantare gli insiemi di ispirazione tradizionale.
La biancheria intima, più o meno frequente in relazione alle condizioni economiche, è costituita da sottogonne, copribusto, sottovestine, maglie intime e mutande sostanzialmente uguali a quelle degli adulti. Anche le calzature, zoccoletti o scarponcini chiodati sono usati con regolarità tra i ceti agiati.

Elementi e parti dell'abbigliamento

"L'abbigliamento infantile" tratto da "Costumi, Storia, linguaggio e prospettive del vestire in Sardegna", Ilisso 2003
Patrimonio culturale della Sardegna