La Barbagia
Olzai, chiesa di Santa Barbara
L'itinerario conduce dapprima all'interno della Barbagia di Ollolai, nel cuore della Sardegna, la cui natura aspra e difficile ha determinato un percorso storico caratterizzato da un forte senso dell'identità. Il territorio ancora oggi mantiene una matrice pastorale, seppure integrata da attività agricole, artigianali e industriali, e conserva un forte legame con le proprie consuetudini e con la propria lingua.
Silanus
Lasciata la SS 131 all'altezza di Macomer e imboccata la SS 129, si arriva a Silanus, dove meritano una visita la chiesa romanica di San Lorenzo, davanti alla quale sono stati collocati alcuni betili provenienti da località nuragiche del territorio, e il complesso di Santa Sabina in cui, a poca distanza da un'area archeologica con un piccolo nuraghe monotorre, sorge la chiesa medievale di Santa Sabina, caratterizzata dalla rotonda cupolata.
Ottana
Svoltando poi a destra verso la SS 13dir. si arriva ad Ottana, dove si trova, in posizione sopraelevata, la sobria ex cattedrale romanica di San Nicola, in pietra vulcanica, all'interno della quale è custodita la trecentesca "Pala di Ottana", che raffigura in vesti di "donnicello" (erede al trono) Mariano IV, futuro giudice d'Arborea.
Orani
Abbandonando la SS 131dir. al bivio di Oniferi, si arriva ad Orani, dove si può visitare il Museo Costantino Nivola, che ha sede nel vecchio lavatoio e documenta le tappe più significative del percorso artistico dello scultore, nativo di Orani.
Olzai
Proseguendo verso sud, attraverso Sarule, con il Museo della tessitura "Eugenio Tavolara", si imbocca poi il bivio per Olzai, dove sono conservate importanti testimonianze della storia della pittura in Sardegna: nella chiesa di Santa Barbara il quattrocentesco "Retablo della Peste", del Maestro di Olzai, considerato il primo esponente di una scuola pittorica propriamente sarda; nella Pinacoteca comunale alloggiata nella casa di Carmelo Floris e a lui intitolata, le opere di uno dei protagonisti dell'arte sarda del Novecento.
Gavoi e Fonni
Si prosegue attraversando Gavoi, con la splendida chiesa gotica di San Gavino, e si costeggia il lago di Gusana, attorniato da fitta vegetazione. Quindi, svoltando a sinistra, si sale verso il Gennargentu, fino ai 1000 metri di Fonni, il comune più alto dell'isola. Il territorio presenta un paesaggio montano di grande suggestione, favorevole all'auspicato decollo del turismo invernale. Vi si possono visitare alcuni importanti siti archeologici tra cui la tomba di giganti di Madau 'e Bidistili e il santuario nuragico di Gremanu. Nell'abitato merita una sosta il settecentesco santuario della Vergine dei Martiri che conserva, tra l'altro, un'interessante raccolta di ex voto.
Mamoiada e Orgosolo
Ritornando verso nord si raggiunge Mamoiada, dove si può visitare il Museo delle maschere mediterranee. Il paese si lega infatti ai "mamuthones", le notissime e inquietanti maschere tradizionali del suo Carnevale.
Si giunge ad Orgosolo, la cui storia è strettamente connessa al Supramonte, area di eccezionale interesse dal punto di vista ambientale e paesaggistico, in cui tra boschi di ginepri, lecci e querce, i pastori utilizzano ancora le caratteristiche "pinnetas". Negli ultimi decenni del Novecento sono stati realizzati nell'abitato numerosi murales che trattano temi politici legati al disagio sociale. Vi si può visitare il museo del Supramonte "Dalla roccia al gipeto".
Oliena
Confinante con quello di Orgosolo, il territorio di Oliena comprende anch'esso paesaggi di grande fascino e siti archeologici di straordinaria rilevanza. Non lontano dalla località di Su Gologone, con la famosa sorgente carsica, si estende la splendida valle di Lanaittu, sulla quale si aprono numerose grotte, come quelle di Sa Oche e Su Bentu, e in particolare la grotta Corbeddu, dove sono state ritrovate testimonianze dell'uomo paleolitico, mentre risale al periodo nuragico la frequentazione della non lontana area archeologica di Sa Sedda 'e sos Carros.
Dorgali
Continuando lungo un percorso molto difficoltoso, ma altrettanto suggestivo, si giunge al confine con il territorio di Dorgali e all'area archeologica di Tiscali. Nel centro abitato si segnalano le architetture seicentesche del convento gesuitico e la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola.