Torralba, nuraghe Santu Antine

L'Anglona e il Logudoro

L'itinerario ha inizio dalla città portuale di Porto Torres, che fu la colonia romana di "Turris Libisonis", di cui sopravvivono una porzione di città con un edificio termale (all'entrata si può visitare l'Antiquarium turritano), altri due impianti termali, un ponte, una necropoli. In età giudicale Torres fu la prima capitale del regno omonimo o di Logudoro: appartiene a questa epoca la grandiosa basilica romanica di San Gavino, che sorge nel sito di una necropoli paleocristiana.

Da Porto Torres (oltre che da Stintino) partono le visite per l'isola dell'Asinara, oggi parco nazionale, la cui triste destinazione a stazione sanitaria e poi a colonia penale ne ha tuttavia preservato l'habitat, che costituisce oggi un patrimonio ambientale di straordinaria importanza.
Costeggiando il golfo dell'Asinara verso est, si giunge a Castelsardo, suggestivo borgo medievale e città regia in età spagnola, la cui storia è scritta nei nomi precedenti: prima Castelgenovese, poi Castellaragonese. Nel centro storico, molto ben conservato, meritano una visita la cattedrale di Sant'Antonio e il castello dei Doria, che ospita il Museo dell'intreccio mediterraneo. Poco fuori dall'abitato, lungo la strada per Sedini, si trova la Roccia dell'Elefante, dalla forma caratteristica, al cui interno è ricavata una domus de janas con protomi taurine.

Proseguendo si toccano Sedini, con la mostra-museo "Tradizioni etnografiche dell'Anglona" realizzata all'interno di un complesso di domus de janas già riutilizzato come prigione e poi come abitazione, e la chiesa romanica di San Pietro del Crocefisso, nelle campagne di Bulzi.
Una breve deviazione verso sinistra porta a Perfugas, dove è possibile visitare il Museo archeologico e paleobotanico, con reperti del Paleolitico inferiore, che documentano la più antica presenza umana fin qui individuata in Sardegna, e reperti fossili vegetali della foresta pietrificata dell'Anglona. Interessante anche la chiesa gotico-catalana di San Giorgio, con grande retablo della seconda metà del Cinquecento.
Proseguendo verso sud si attraversa il territorio di Chiaramonti, ricco di emergenze archeologiche. Il paese è dominato dall'imponente castello dei Doria, mentre fuori dall'abitato si conserva, nel suggestivo sito campestre di Orria Piccinna, la chiesa romanica di Santa Maria Maddalena, caratterizzata dalle murature in opera bicroma.

Ancora più a sud si raggiunge il territorio di Codrongianos in cui sorge la chiesa romanica della Santissima Trinità di Saccargia, già abbazia di un complesso monastico benedettino. La chiesa è fra le più conosciute del panorama romanico in Sardegna, grazie alla spettacolarità dell'alto campanile (in parte ricostruito) e della tecnica costruttiva bicroma, e agli affreschi dell'abside, databili alla fine del XII secolo.

Da Saccargia si prosegue fino all'ex cattedrale di Sant'Antioco di Bisarcio, isolata in sito campestre nel territorio di Ozieri, e si torna indietro fino ad Ardara, che fu sede dei re turritani. Del castello giudicale rimangono pochi ruderi, mentre ben conservata è la cappella palatina di Santa Maria del Regno, affascinante per via del contrasto del materiale costruttivo (lo scuro basalto) con i fondi dorati delle tavole pittoriche del suo retablo cinquecentesco (alto 12 m), il più grande dell'isola.

Si ritorna sulla SS 131 che si attraversa in direzione di Siligo, nel cui territorio sorge la chiesa di Santa Maria di Mesumundu, edificata su un preesistente edificio termale romano, mentre nell'abitato è visitabile il Museo "Maria Carta", dedicato alla cantante sarda.
Si giunge quindi a Borutta, dov'è la bella ex cattedrale romanica di San Pietro di Sorres, che dagli anni cinquanta del secolo scorso appartiene a un convento di Benedettini.

Proseguendo verso sud lungo la SS 131 si raggiunge il territorio di Torralba, in cui svetta il nuraghe Santu Antine, fortezza trilobata che assieme a Su Nuraxi di Barumini e al Losa di Abbasanta rappresenta uno degli esempi più eclatanti dell'alto livello tecnico raggiunto dall'architettura nuragica. All'interno del paese è visitabile il Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu.

Da Torralba si imbocca la SS 131 in direzione di Sassari e si svolta subito ad est verso Ozieri, importante cittadina dalle caratteristiche case sormontate da altane, in cui meritano una visita la grotta di San Michele (i cui reperti hanno denominato l'omonima cultura preistorica), la cattedrale dell'Immacolata, il convento delle Clarisse che ospita il Museo archeologico.