Guspini, miniera di Montevecchio

Il Sulcis-Iglesiente

L'itinerario tocca diversi centri e territori della nuova provincia di Carbonia-Iglesias, e comincia da Buggerru, la cui storia, talora drammatica, è legata all'attività mineraria, come raccontato nella documentazione storica del Museo civico.

Buggerru e Fluminimaggiore
Lasciata la costa aspra e bella di Buggerru, si giunge nella zona di Fluminimaggiore, che conserva ricchezze naturalistiche, come la grotta Su Mannau, e archeologiche, come il tempio punico-romano di Antas, luogo sacro fin dall'età nuragica. Nell'abitato sono da visitare il Museo paleontologico e il Museo etnografico "Mulino Idraulico Zurru Licheni".

Iglesias
Dopo Fluminimaggiore la strada prosegue verso Iglesias in un paesaggio di boschi, lasciando sulla sinistra il distretto minerario di San Benedetto.
Iglesias, centro più importante della provincia e in passato città regia, conserva nel suo nucleo storico, in cui sono ancora visibili tratti delle mura medievali, numerosi monumenti di architettura religiosa, come la cattedrale di Santa Chiara, le chiese della Madonna di Valverde, di San Francesco, della Madonna delle Grazie, della Purissima. Strettamente legata fin dall'antichità allo sfruttamento delle miniere, la città vanta un Museo dell'arte mineraria e un Museo mineralogico, entrambi legati all'Istituto minerario. Nel territorio si può visitare il Giardino e casa natura Linasia. Nelle aree minerarie sono in corso di realizzazione numerosi interventi di bonifica dei siti e di valorizzazione ai fini del turismo culturale, come nel caso dell'interessante Museo delle macchine da miniera di Masua.
Uscendo dalla città si lascia sulla destra il complesso metallifero di Monteponi, già importante per l'estrazione dei minerali di zinco e piombo, la cui foresteria conserva un dipinto murale di Aligi Sassu.

Carbonia
Imboccando nuovamente la SS 126 verso sud, si arriva a Carbonia, altro capoluogo della provincia e "città di fondazione" inaugurata nel 1938. La tipica edilizia di epoca fascista si concentra intorno alla piazza Roma, intorno alla quale si collocano gli edifici principali: il municipio, la chiesa di San Ponziano, la torre littoria, il dopolavoro.
Da visitare il Museo archeologico "Villa Sulcis", che ha sede nella ex residenza del direttore delle miniere e conserva i reperti provenienti dal territorio, il Museo paleontologico e speleologico "E.A. Martel" e il Museo del Carbone presso la Grande Miniera di Serbariu.

Monte Sirai e Sant'Antioco
Proseguendo verso sud, si lascia sulla destra l'importante abitato fenicio-punico sul colle di Monte Sirai, in vista del mare, e si raggiunge, tramite l'istmo artificiale, l'isola di Sant'Antioco con l'omonimo comune, che fu abitato indigeno, poi emporio fenicio e città punica di Sulky, per divenire la romana Sulci. Meritano una visita l'acropoli (dov'è stata ritrovata una coppia di leoni punici in pietra) e l'area funeraria, che comprende una necropoli con tombe a camera puniche, il tofet e la basilica di Sant'Antioco, dedicata al martire locale e costruita sopra tombe a camera adattate a catacombe in età cristiana. Recentemente è stato inaugurato il Museo archeologico "Ferruccio Barreca", con interessante e moderno allestimento espositivo.

Calasetta e Carloforte
L'itinerario di visita prosegue per Calasetta, cittadina di fondazione piemontese che conserva la struttura urbana settecentesca, la chiesa dedicata a San Maurizio e il Museo d'Arte Contemporanea voluto dall'artista Ermanno Leinardi.
Da Calasetta ci si può imbarcare per l'isola di San Pietro in cui merita una visita il pittoresco abitato di Carloforte, di origine genovese, dove è visitabile il Museo civico.

Tratalias, Villaperuccio e Santadi
Ritornando a Sant'Antioco, percorsi circa 15 km si svolta a destra e si prosegue verso Tratalias raggiungendo il vecchio centro abbandonato negli anni Cinquanta a seguito delle infiltrazioni d'acqua provenienti dall'invaso di Monte Pranu. Vi si erge l'imponente ex cattedrale romanica di Santa Maria. Il vecchio borgo, a pochi chilometri dal nuovo paese, è oggetto di un'intelligente opera di recupero e valorizzazione.
Da Tratalias si prosegue fino a Villaperuccio, per la visita della necropoli preistorica di Montessu, che rappresenta una delle più vaste aree funerarie sarde a domus de janas, scenograficamente scavate in un costone roccioso.
A Santadi, nel cui territorio si possono visitare le grotte Is Zuddas, sono visitabili il Museo archeologico e il Museo etnografico "Sa domu antiga".