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I manufatti

Tappeto di Sarule (particolare)
Tappeto di Sarule (particolare)
Se l'abbondanza della materia prima, la lana, potrebbe giustificare la quantità dei tessuti prodotti in tale abbondanza da essere oggetto di commercio fin dall'età romana, non è sufficiente a dar conto, invece, della grande qualità, varietà e pervasività della produzione tessile tradizionale quale si manifesta con chiarezza almeno a partire del medioevo.
Le ragioni di tanta varietà e ricchezza sono da ricercarsi in quello stesso "humus" che dà luogo alle straordinarie varietà di abiti come di pani e di intrecci. In tutte queste attività, proprie del lavoro femminile, si modula un gusto estetico, uno stesso "ritmo etnico" che si coglie in uguale misura nelle tessiture e nella danza come nel canto e nell'intaglio.

La riconoscibilità e il carattere della produzione tessile isolana e infine il suo stesso valore sono dovuti a questa impronta etnica, che interpreta in modo del tutto personale tradizioni, motivi, tecniche e materiali che sono, per il resto, comuni a tutta l'area del Mediterraneo.

I manufatti tradizionali antichi mostrano un'identità e un carattere esclusivi del gruppo produttivo da cui provengono. Diverso il caso di alcuni tessuti sardi moderni, ridotti a semplici complementi d'arredo, dai cromatismi avviliti ed addomesticati e dai moduli decorativi persi nell'ignoranza della tradizione e perciò facile preda di imitazioni extraisolane. Varrà forse la pena di riconsiderare scelte e indirizzi produttivi di una parte dell'attuale produzione tessile, davvero troppo standardizzata e banalizzata e forse per questo così vulnerabile, imitabile e poco competitiva.
Patrimonio culturale della Sardegna