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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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I telai

Asuni, telaio tradizionale
Asuni, telaio tradizionale
Nell'isola vengono usati due tipi di telai, quello verticale e quello orizzontale. Si attribuisce un'origine più arcaica a quello verticale, anche in virtù della sua struttura estremamente semplice, ma non si può escludere che telai orizzontali più elementari rispetto a quelli tradizionali con pedaliera e gruppo di licci, il cui uso è tuttora vitale, fossero coevi a quello verticale.
Quali che siano le loro origini il telaio orizzontale è diffuso in tutta l'isola fino ai primi decenni del Novecento mentre il telaio verticale, che doveva avere una diffusione molto più estesa, è attualmente in uso soltanto in alcuni centri della Barbagia e del Goceano, zone nelle quali è comunque presente anche il telaio orizzontale sul quale si realizzano manufatti tessili di diverso genere.

Telaio orizzontale
Il telaio orizzontale tradizionale ("teláriu, telárzu, telárgu"), in legno, è costituito da due pesanti cavalletti paralleli che fungono da supporto per le parti mobili poste trasversalmente: un subbio anteriore, detto "subbio del tessuto", ed uno posteriore detto "subbio d'ordito". I fili che costituiscono l'ordito vengono tesi tra i due subbi passando attraverso un pettine di canna o metallo collocato in posizione mediana rispetto ai subbi, insieme al gruppo delle canne dei licci collegati, mediante cordelle, alla pedaliera che viene ancorata al pavimento. I cavalletti devono essere perfettamente paralleli e tutta la struttura centrale deve essere posizionata ad angolo retto rispetto ai cavalletti per evitare irregolarità del tessuto.
La tessitrice opera sull'ordito teso in posizione orizzontale, seduta su un'asse posto parallelamente al subbio anteriore, sul quale viene via via avvolto il tessuto prodotto, lanciando la spola ed agendo sui pedali che sollevano l'uno o l'altro gruppo di licci in base alla tecnica di tessitura che si intende realizzare, per la quale sarà anche stato preparato preventivamente l'ordito. La larghezza media dei tessuti prodotti su questo tipo di telaio va da un minimo di 50 a un massimo di 75 cm. I manufatti di grandi dimensioni sono risultato dell'unione di più teli.
La tessitura avviene introducendo la spola che porta la trama attraverso i fili dell'ordito. Ciò rende il lavoro assai rapido se si producono tessuti piani a trame lanciate. Per ottenere particolari effetti decorativi le trame ornamentali supplementari possono essere introdotte direttamente con le mani, mediante grossi aghi o avvolte in piccole spolette.
Sul telaio orizzontale possono essere realizzati teli di orbace, tele e tessuti spigati per la biancheria personale e della casa, teli per la panificazione, per sacchi, per bisacce. Sullo stesso telaio vengono anche realizzati gran parte dei manufatti più noti della tradizione sarda: bisacce ("bertulas"), ornamenti per buoi e cavalli ("collànas") copricassa ("coberibancu") e coperte ("mantas, fanugas") caratterizzati da complesse decorazioni policrome realizzate su fondi di diverso genere con la tecnica delle trame lanciate ("a lìtsus, a briàli, a mos'te pèi"), a riccio o a grani ("a pibiònis, a rànu"), a faccia di trama ("un'indente"), a trame sovrapposte ("a bàgas, a làuru, a punt'e agu").
I motivi decorativi sui manufatti più complessi sono i più vari e riflettono e reinterpretano i motivi iconografici propri delle culture succedutesi nell'isola. L'elenco dei motivi decorativi e delle loro combinazioni è vastissimo e in molti casi se ne è perso il significato: motivi geometrici alternati a motivi antropomorfi, zoomorfi, fitomorfi , motivi religiosi e araldici.

Telaio verticale
Il telaio verticale ("teláriu, telárzu") è costituito da due montanti verticali fissati tra pavimento e soffitto, posti tra loro alla distanza di circa 2 m. Tra i due montanti vengono fissati due assi mobili: quello superiore che costituisce il subbio di ordito e quello inferiore che costituisce il subbio del tessuto. L'ordito viene avvolto sull'asse superiore e quindi teso su quello inferiore; due canne ed un asse con un ordine di licci, posti in posizione mediana, regolano l'apertura del passo tra i fili pari e dispari dell'ordito per permettere l'inserimento della trama. Questa viene avviata verso il basso con una sorta di grosso punteruolo d'osso ed infine battuta con un pesante pettine in legno fino a serrare e nascondere completamente i fili dell'ordito.
Il telaio verticale tradizionale è costruito interamente in legno, mentre in esemplari recenti alcune parti strutturali sono fatte in ferro e varia anche la larghezza complessiva del telaio.
Sul telaio verticale, che consente limitate variazioni tecniche, si producevano grandi coperte policrome, qualche tipo di bisaccia e un particolare tappeto funebre detto "tapinu e mortu", la cui produzione è cessata nei primi anni del Novecento. La produzione attuale ha rifunzionalizzato le coperte in tappeti adattandone le dimensioni a questo scopo. I colori vivacissimi del passato sono stati sostituiti da tonalità smorzate e lo stesso apparato decorativo è stato modificato e sostanzialmente semplificato per adattarlo al gusto della committenza perdendo, in molti casi, le peculiarità locali.
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