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I filati

Filati di lana
Filati di lana
La principale materia prima impiegata nella tessitura è la lana ovina e, in misura quasi irrilevante, quella caprina. Le fibre tessili di origine vegetale sono il lino, la canapa ed il cotone. Un caso del tutto particolare è costituito dalla tessitura della seta e del bisso marino.
Fino al primo Novecento la colorazione dei filati si effettuava sfruttando le proprietà tintorie di piante locali e, più raramente, ricorrendo a prodotti naturali d'importazione. Nella seconda metà dell'Ottocento si diffonde anche l'uso di coloranti all'anilina che non soppiantano completamente i coloranti tradizionali, impiegati fino ad oggi soprattutto per ottenere diverse tonalità di giallo, marrone, bruno e rosso. Si ricorre anche all'utilizzo di filati di produzione industriale, già colorati.

La produzione laniera è sempre stata abbondante anche se di qualità piuttosto scadente in quanto la varietà di pecora allevata è dotata di un vello di media lunghezza, piuttosto duro.
Ad eccezione della tosatura annuale tutte le fasi di lavorazione della lana erano di competenza femminile. Dopo il lavaggio e l'asciugatura si separava la lana di prima da quella di seconda e terza scelta mediante la cardatura. Un'ulteriore scelta veniva fatta per colore, separando la lana candida da quella di colore grigiastro e nero che veniva filata separatamente in vista della colorazione e della utilizzazione finale.

Il lino, coltivato nell'isola fino ai primi del Novecento, subiva un faticoso processo di gramolatura per liberare le fibre tessili da quelle legnose. Con la cardatura si separavano le fibre di diversa qualità che venivano filate separatamente per svariate utilizzazioni. Le matasse di filato subivano anche operazioni di sbiancatura ed eventualmente di tintura.

Il filato di canapa, meno pregiato, si otteneva con un procedimento simile a quello del lino. La produzione della canapa, assai diffusa in età medievale, cessa quasi completamente nel primo Novecento.

La fibra di cotone, pure ampiamente impiegata nella tessitura tradizionale, è raramente prodotta in loco. Falliscono più volte i tentativi di coltivazione estesa della pianta mentre sul mercato aumenta l'offerta a costi contenuti dei filati di cotone già pronti per l'uso in campo tessile.
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