Sassari, casa Cugurra, fine XIX-inizio XX sec.

L'eclettismo

Nello studio delle varie fasi architettoniche, sembra quasi che la Sardegna abbia rimosso un intero periodo della sua storia, anche se poi tutto va collocato nel più generale disinteresse per l'architettura dei due ultimi secoli, a eccezione di quella di Gaetano Cima.

Nell'analisi delle testimonianze dell'architettura neomedioevale, secondo un concetto di revival del passato, è possibile rendersi conto della loro presenza capillare in tutta la Sardegna, in luoghi anche isolati, in rapporto con le più diverse tipologie che abbracciano edifici religiosi, costruzioni civili pubbliche e private, edifici industriali, monumenti funerari. Rispetto agli altri lo stile Neogotico ha uno spazio decisamente ampio e almeno inizialmente, in diverse circostanze, conta su committenti stranieri o non sardi: è il caso di uno tra i più significativi edifici, il Palazzo Giordano Apostoli, eretto a Sassari dal 1878 su progetto di Giuseppe Pasquali e Luigi Fasoli per un ricco imprenditore che volle non soltanto l'edificio ma anche l'arredo e le decorazioni interne ispirati a criteri stilistici.

È questo il primo e più visibile fra gli edifici neogotici, sia per la posizione privilegiata nella nuova piazza d'Italia, sia per l'interpretazione "fiorita" dello stile che subisce alcune contaminazioni: se le aperture a bifora e a monofora trilobate della facciata sono canoniche, il basamento a bugnato e le colonne che reggono il balcone sono inserti aulici che si completano con la minuziosa attenzione ai dettagli sia all'esterno che all'interno.

Valgano i richiami ai draghi bronzei ai lati del portale o le inferriate del piano terra, ovvero alla ricca decorazione pittorica realizzata da Guglielmo Bilancioni con soggetti mitologici che in qualche modo divengono il contraltare dei dipinti ispirati alle glorie patrie della Sardegna, eseguiti da Giuseppe Sciuti nel salone del Palazzo della Provincia.