Porto Cervo, chiesa Stella Maris, 1968-1969

Lo stile Costa Smeralda

La creazione della Costa Smeralda, operata dall'omonimo Consorzio nato nel 1962, segna l'inizio del boom turistico in Sardegna. L'area interessata da questo rilevante fenomeno architettonico, ma anche economico e culturale, era estesa circa 50 km tra Arzachena e Olbia e riguardava una fetta di territorio pressoché disabitata.

Il Consorzio, tra i cui primi soci era l'Aga Khan Karim, si costituì intorno ad un organigramma assai rigido, il cui principale perno programmatico era rappresentato dal Comitato di Architettura, che svolgeva un compito di controllo e regolamentazione di qualunque azione edilizia dovesse avere luogo all'interno della Costa Smeralda, sulla base di un programma di fabbricazione sposato appieno anche dal Comune di Arzachena.

Tale modalità di azione generò ben presto contrasti ripetuti con la Regione Autonoma della Sardegna, la quale però non riuscì essenzialmente ad arginare il potente effetto programmatico del Consorzio. Avvenne così che le coste incontaminate dell'area furono soggette ad un intenso fenomeno di antropizzazione. Uno dei principali artefici dell'operazione fu l'architetto Luigi Vietti, inventore del nome di Costa Smeralda e di molti altri toponimi destinati a diventare ben presto assai noti.

Il primo degli insediamenti creati da Vietti fu Porto Cervo. Il modello urbanistico utilizzato era paragonabile a quello di un borgo medievale, con l'importante variante però di collocare al centro del "borgo" il centro commerciale delle boutiques e dei ritrovi.

Alla toponomastica degli spazi interni al "borgo" viene affidata una funzione evocativa dell'uso stesso a cui quegli spazi potevano o dovevano essere destinati: nascono così la Passeggiata, la piazzetta degli Archi e quella delle Chiacchiere. Nasce anche il cosiddetto Stile Mediterraneo, uno stile totalmente inventato basato su forme semplici, volumi evidenti, in qualche modo legati alla situazione ambientale, archi ripetuti, intonaci chiari o comunque di colori pastello.

Nel 1963 viene realizzato l'albergo "La Pitrizza" di Vietti, costituito da una serie di ville assolutamente avvolte dalla fitta vegetazione, sempre contraddistinte dall'estrema cura nella scelta dei materiali da costruzione e nelle formule architettoniche, tanto semplici quanto elitarie.

Ancora oggi rimane senza dubbio ben riconoscibile il forte carattere delle prime realizzazioni edilizie rispetto alle successive operazioni speculative, assai meno attente al raggiungimento di un'integrazione quanto più possibile "naturale" col territorio.