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Giuseppe Biasi e Filippo Figari

Filippo Figari, Il corteggiamento, 1912-1914
Filippo Figari, Il corteggiamento, 1912-1914
In una Sardegna che, all'indomani del primo conflitto mondiale, vedrà drammaticamente riesplodere il problema dell'autonomia regionale nell'ambito della situazione di conflittualità non più di popoli ma di classi, destinata a condurre l'Italia al regime fascista, i pittori Giuseppe Biasi e Filippo Figari risponderanno alle esigenze di costruzione dell'identità con opzioni figurativamente diverse, ma accomunate dalla sostanziale adesione a un atteggiamento teso a trasfigurare la complessa realtà dell'isola in chiave di sublimazione nel mito.
Giuseppe Biasi legherà il suo nome alle illustrazioni per la narrativa di Grazia Deledda, avviandosi negli anni venti verso la produzione di opere di cavalletto, sempre più caratterizzate dalla traslitterazione fiabesca del "popolare" sardo, con ogni evidenza rassicuranti rispetto alle modeste esigenze di una committenza privata, di raggio non soltanto locale, sino a coronare la personale scelta di evasione con il soggiorno in Africa (1924-27), in seguito al quale si dedicherà alla pittura di opere senz'altro affascinanti ma irrimediabilmente confinate a un gusto esotico non politicamente corretto, nel momento in cui la scena artistica nazionale sarà dominata dalle tendenze plastiche del classicismo di regime.
Filippo Figari riuscirà invece a monopolizzare la committenza pubblica, realizzando uno dopo l'altro i grandi cicli per il Palazzo civico e altri edifici pubblici di Cagliari, fino alla soglia degli anni Trenta, e vincolando anch'egli le sue scelte e la sua produzione alle icone celebrative di una visione figurativa e di un sentimento antistorico, che già si configura nei termini di vagheggiamento di un ambiente "primitivo" - quello della Sardegna rurale contrapposta alla moderna - qualificato come arcaico nel momento in cui attinge alla dimensione sospesa dell'evento senza tempo, ingannevolmente immobile in un quadro socio-culturale isolano e nazionale nel quale, in realtà, molte cose andavano rapidamente mutando.

MONOGRAFIE
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