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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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La decorazione dei palazzi pubblici

Giuseppe Sciuti, Ingresso trionfale di Gio Maria Angioy a Sassari, 1879
Giuseppe Sciuti, Ingresso trionfale di Gio Maria Angioy a Sassari, 1879
A partire dal 1870, in conseguenza della riorganizzazione geografico-amministrativa dello Stato, assume una rilevante importanza l'immagine dei palazzi provinciali, quali sedi decentrate dell'autorità. Essi accolgono infatti uffici, sale di adunanze e di ricevimenti, e l'abitazione del prefetto, emanazione diretta del governo centrale.

Il prestigio politico dell'istituzione si manifesta anche nell'attenzione posta alla funzionalità e al decoro dei palazzi provinciali, i cui programmi decorativi degli ambienti di rappresentanza, con temi illustrativi relativi alle storie locali di ciascuna regione, rivelano un unico disegno globale volto alla glorificazione dello Stato illuminato dalla monarchia sabauda. Non è da escludere pertanto che i programmi iconografici stabiliti in sede locale dovessero ricevere una approvazione dal governo di Roma.

A Cagliari è individuato come sede della Provincia, in quanto simbolo tradizionale della sovranità, il Palazzo Reale, per secoli residenza dei viceré spagnoli prima, piemontesi poi, e della stessa famiglia reale.
A Sassari, si costruisce ex novo una sede appropriata in un'area d'espansione urbanistica ceduta dal Comune nel 1872, sulla quale nel giro di quattro anni, su progetto dell'ingegnere Eugenio Sironi, sorge il Palazzo della Provincia, il cui fronte prospetta su uno dei lati della vasta Piazza d'Italia. Gli stucchi della facciata e degli ambienti interni sono del Galli; gli affreschi del piano nobile, eseguiti a partire dal 1887, sono ad opera del Dancardi e del Dechiffer mentre, l'"Ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari", sulla volta del salone del Consiglio, è affidato, con una selezione tramite concorso nazionale, a Giuseppe Sciuti.
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