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Giovanni Marghinotti

G. Marghinotti, Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti, 1830
G. Marghinotti, Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti, 1830
L'opera più importante di Giovanni Marghinotti (Cagliari 1798-1865) è "Carlo Felice munifico protettore delle Belle Arti in Sardegna".
Ideata e abbozzata nel 1829, è firmata e datata 1830; il suo arrivo è contestuale al trasferimento del pittore a Cagliari, nell'agosto del 1933. Nel corso dello stesso anno però, nel mese di novembre, è esposta pubblicamente presso il Palazzo di Maria Cristina a Torino, per poi trovare una sistemazione definitiva nel 1834 nel Palazzo di Città di Cagliari.

La tela, che è dipinta con colori a olio e ha dimensioni 300x550 cm, presenta una composizione allegorica in cui il re Carlo Felice, attorniato dalle figure simboliche delle sue virtù (Pace, Giustizia, Religione, Fede, Mansuetudine, Carità), accoglie e conversa con le rappresentazioni delle arti (Pittura, Scultura, Architettura) introdotte da un genio alato, emblema della Sapienza.

L'opera risulta di elevata qualità sia per la maestria con cui è risolta la composizione e l'organizzazione dello spazio – sono presenti infatti quattordici figure distribuite in due gruppi principali – sia per la finezza delle forme, sia per la sensibilità con cui sono giocati gli sguardi e le movenze dei personaggi da cui traspaiono velatamente sentimenti e pensieri.

È evidente dunque non solo la profonda presa sul Marghinotti dei modelli settecenteschi nella contestuale adesione agli esiti puristi del neoclassicismo, ma anche il senso dell'opera, che, mentre chiude la fase dell'arte in Sardegna sotto il regno di Carlo Felice, continuerà a diffondere i suoi messaggi di adesione alla Restaurazione sotto quello di Carlo Alberto.
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