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La scultura lignea

Giovanni da Nola, Madonna col Bambino, dal Retablo di Villamar, 1518
Giovanni da Nola, Madonna col Bambino, dal Retablo di Villamar, 1518
Il tipo di figuralità proposto dagli intagliatori del legno ("escultores") esprime un gusto intriso di umori popolareschi che si confronta, conseguendo una varietà di risultati, con i modelli della cultura aulica.

Negli arredi lignei, in particolar modo nei grandi retabli intagliati e dorati, convivono, intrecciandosi, forme espressive diverse; essi possono infatti alloggiare scomparti pittorici o accogliere una o più statue, il che implica l'intervento di competenze diverse per la loro realizzazione. Si dà il caso anche di operatori sia pittori che scultori, in grado di far fronte da soli alla parte propriamente artistica dell'esecuzione dell'opera. Per quanto concerne le statue poi, non è raro imbattersi in manufatti importati (da Napoli, da Genova, da Barcellona) su esplicita richiesta della committenza.

Oltre all'attività degli scultori propriamente detti è documentata sin dalla seconda metà del Cinquecento una fiorente attività di intagliatori denominati negli atti notarili "caxers, fusters, archari e fabri lignari" con una distinzione che è in rapporto al grado e alla qualità di specializzazione, appartenenti al Gremio dei falegnami, l'analisi delle cui opere può contribuire a comprendere in quale misura per loro tramite siano entrati a far parte della cultura d'immagine certi motivi d'ornato ricorrenti anche nella lavorazione della pietra.
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