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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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I picapedrers

Sorradile, decorazione della chiesa di San Sebastiano, 1636-1642
Sorradile, decorazione della chiesa di San Sebastiano, 1636-1642
In relazione alle figure professionali che operano l'arte plastica in Sardegna, i documenti d'archivio dei secoli XVII e XVIII distinguono tra l'"escultor" (o "sculpidor"), che viene pagato per l'esecuzione di statue lignee, e il "picapedrer" (o "pedrapiquer"), che riceve commissioni per lavori in prevalenza d'ornato architettonico.

Questi operatori, indicati talvolta anche col nome di "albañiles", sono capimastri muratori e scalpellini continuatori della tradizione tardogotica sardo-ispanica e esponenti di una cultura locale non classica intrisa di umori popolareschi che trova l'espressione più congeniale nell'intaglio della pietra viva.

L'intaglio, realizzato con maggior attenzione all'effetto d'insieme che ai dettagli, attinge ai motivi del repertorio classico, bizantino e medioevale con grande libertà combinatoria e trova la sua naturale applicazione nei capitelli, nei sottarchi, nelle paraste e nei peducci, negli stipiti dei portali o sopra gli architravi delle chiese ma anche nei fonti battesimali e nelle acquasantiere.
Patrimonio culturale della Sardegna